Diego Moreno: “Il mio nuovo album è un messaggio di amore per la vita”

Pic by Gino Tramontano

Durante il weekend abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Diego Moreno che, come anticipato qui, venerdì ha pubblicato “Singoli“, il suo nuovo atteso album.

Di seguito, la nostra intervista.

Diego Moreno – Intervista.

Buongiorno Diego e grazie per questa intervista. Com’è nato “Singoli”, il suo nuovo album?

Ciao e grazie a voi! L’album “Singoli” è nato in primis dall’idea di fare un progetto da “artista italiano”, una specie di “tesi” dopo oltre 20 anni di vita nel Bel Paese ed in secondo luogo dal desiderio di festeggiare i miei primi 30 anni di percorso artistico che si è sviluppato in gran parte in Italia, la terra dei miei bisnonni (di origine toscana e pugliese), a cui vuole quindi rendere omaggio. E’ stato Roy Tarrant, mio amico e produttore, a voler sposare questa idea ed io ne sono grato e felice. Insieme abbiamo prodotto un album di belle canzoni e di questi tempi direi che non è poco!

Quali sono gli artisti a cui si ispira maggiormente per le sue canzoni?

La verità è che non ho punti di riferimenti precisi. Amo artisti del calibro di Pino Daniele, Jorge Drexler, Gustavo Ceratti, Eduardo De Crescenzo, ma anche Fabio Concato, con il quale ho avuto la gioia di duettare nel progetto dedicato a Fred Bongusto (“Canzoni di Buongusto”), senza dimenticare che con Fred ho collaborato per oltre 15 anni ed è stata un’esperienza davvero preziosa, un autentico privilegio.

Quali sono i messaggi che vorrebbe trasmettere con questo bellissimo album?

Grazie per il tuo apprezzamento, sapere che l’album è gradito rappresenta già una bella soddisfazione. Devo dire che molti di questi brani li ho scritti inizialmente in spagnolo, la mia lingua madre, ma successivamente – grazie alla preziosa collaborazione di Gaia Eleonora Cipollaro (mia co-autrice) –, siamo riusciti a trovare la giusta trasposizione in italiano del messaggio che avevo ideato in spagnolo, fondamentalmente un messaggio di amore per la vita. Ho interpretato cioè dei testi che ho subito sentito su misura per me. Sono perciò molto felice di questa collaborazione con Gaia che sono certo durerà nel tempo anche per altri progetti futuri.

Che differenze ritiene ci siano tra il panorama musicale italiano e quello argentino?

Sai, non ti saprei dire di preciso. Io colgo che ci siano molti punti in comune (in generale e per mia filosofia di vita amo i punti in comune, di differenze ce ne sono troppe). Interconnessioni fra Italia e Argentina esistono da sempre! Basti pensare che i cognomi eccellenti del tango – che è la musica argentina per eccellenza – sono in gran parte italiani o di origini italiane. Se poi parliamo del genere pop, mi fa sempre piacere raccontare che i BIG italiani (Pausini, Ramazzotti, Ferro … ecc.) hanno raggiunto milioni di copie vendute per lo più per i loro progetti cantati in spagnolo ed anche in Argentina sono considerati idoli e riempiono gli stadi. Certamente la musica argentina è molto ricca di artisti come Fito Pàez, Lito Vitale, Mercedes Sosa, Gustavo Santaolalla, Vox Dei e tanti altri che fanno parte delle mie playlist quotidiane. Personalmente credo che in tutta l’America Latina si possa ancora cantare d’amore senza essere etichettati come “datati” ed in questo io mi sento molto “latino”.

Ha già in mente progetti per il futuro?

Il mio progetto per il futuro è vivere il presente! Il momento giusto è ORA. Certo, le idee non mancano, ma in questo momento voglio concentrarmi in particolare sui singoli. In tanti abbiamo lavorato su questo progetto durante buona parte dell’anno passato ed ora bisogna onorare il lavoro fatto, che prevede anche una edizione mondiale in spagnolo!

Tre aggettivi per descrivere la sua musica.

Per definire la mia musica userei questi tre aggettivi: sincera, immediata ed intensa … e poi, beh, spero bella!

Il secondo brano di “Singoli” si intitola “Sogno (Sofia sul divano)“: quali sono i suoi sogni nel cassetto?

“Sogno (Sofia sul divano)” è un brano pieno d’ironia, ma anche riflessivo. Se vi capita, provate a guardarvi il video, molto simpatico e solare. La regia è stata firmata dal mio amico Davide Aronica, napoletano D.O.C.. In merito ai sogni, il mio l’ho realizzato e mi fa piacere dirlo e ricordarlo (anche a me stesso): ho scelto la musica (o forse la musica ha scelto me) e per 30 anni della mia esistenza non ho fatto altro, quindi torno ad usare la parola privilegio! Certamente ho vari progetti che vorrei realizzare, uno fra tutti un album live del mio “Tango Scugnizzo”, che è un progetto internazionale e sono convinto che riuscirò a realizzarlo. Amo “Tango Scugnizzo”, ne vado proprio fiero!

Ultima domanda: che consigli si sentirebbe di dare ad un giovane che si sta avvicinando oggi al mondo della musica?

Non credo di essere la persona più adatta per dare consigli, però suggerirei di amare profondamente ciò che si fa, lavorare duro per raggiungere sempre un miglior livello, non ambire solo alle scorciatoie. Tuttavia, lungi da me indicare la strada: sono tempi diversi da quelli miei (intendo dire da quando ho iniziato la mia carriera). Tutto cambia molto in fretta e questo fenomeno non credo sia una cosa positiva per l’arte e, nello specifico, per la musica. Certamente una qualità importante è sapersi adeguare ai tempi, ma senza mai sacrificare ciò in cui si crede. Ognuno ha in sé una “luce”, che io chiamo “diamante” ed essa va cercata e curata sempre! Buona musica e buona vita! Venitemi a trovare sui canali YouTube, Facebook ed Instagram. Abrazos e grazie ancora per l’intervista!

 

Si ringraziano Diego Moreno e, come sempre, l’Ufficio Stampa Parole & Dintorni.

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