Inaudito: “La tripartizione del tempo in passato, presente e futuro è un fatto sopravvalutato. I numeri invece sono sottovalutati, basta spostarli di una virgola e fanno un casino”

Ieri abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Inaudito, nome d’arte di Francesco Scalabrella, che ha da poco pubblicato  “Tutto Torna” (Fissa Records/Audioglobe), il suo singolo d’esordio (qui il nostro articolo a riguardo).

Il brano è un continuum musicale tra i primi anni 2000 ed il tempo presente, un dialogo tra il Francesco di 20 anni e quello di oggi. Passato e presente che si incontrano e si fondono in musica, il testamento che il ragazzo ventenne lascia all’uomo che è diventato.

Di seguito, la nostra intervista.

Inaudito – Intervista.

Ciao Inaudito e grazie per questa intervista. Innanzitutto, come mai hai scelto questo nome d’arte?

Ciao ragazzi e grazie a voi! Ho scelto “Inaudito” per due motivi: il primo è che spesso utilizzo questo aggettivo per commentare qualcosa, uso questa espressione per gioco, come facevano le signore della buona società quando la usavano per un fatto o comportamento che usciva dal recinto del buon senso: “ma è inaudito!”. L’altro motivo è che vuol dire non ascoltato: la mia musica non è stata ascoltata finora, quindi è inaudita. Magari rimarrà tale, ma a quel punto, se non altro, avrò un nome coerente…Se invece diventerò famoso, beh sarà solo l’ennesima delle innumerevoli contraddizioni di questo mondo!

Come e perché nasce questo tuo progetto?

Prima sono nate le canzoni. Anzi, forse prima ancora ci sono state delle esperienze della mia vita che mi hanno portato a scriverle. Oppure le canzoni erano già lì prima delle esperienze e le esperienze le hanno solo fatte uscire. A volte sembra proprio che vada così. In effetti non ho ancora capito cosa viene prima e cosa dopo. Una volta che le canzoni ormai erano venute allo scoperto, insieme con Fissa Records abbiamo deciso di dare forma alla storia che le attraversa, che è un po’ particolare.

Sappiamo che in Inaudito c’è il tuo passato e il tuo presente. Raccontaci questa scelta!

Mmm…Questo fatto della tripartizione del tempo in passato presente e futuro è sopravvalutato. Ad esempio, oggi leggevo un post su Facebook che mostrava la copertina del Topolino n. 1965 uscito nel 1993, campione di vendite con più di un milione di copie, vendute anche grazie al pazzesco “Topowalkie” in omaggio. Me lo ricordo benissimo, come se fosse uscito ieri, mi ricordo l’idea di poter montare i pezzi raccolti con i vari numeri e che il walkie-talkie potesse funzionare davvero. Sembrava il futuro e invece era il passato, e in quel presente non ne avevo alcuna consapevolezza. Ed era fantastico proprio non avere quella consapevolezza, più che avere il Topowalkie, a pensarci oggi. Per esempio, adesso per me è il 2002, molto probabilmente per te è il 2020: due cifre invertite ed un bambino diventa ragazzo, un ragazzo adulto, un cd diventa mp3 ed un walkie talkie da cianfrusaglia diventa reperto storico. I numeri invece sono sottovalutati, basta spostarli di una virgola e fanno un casino.

“Tutto torna” segna il tuo debutto discografico. Di cosa parla la canzone?

La canzone parla di amore, inaudito vero (ride)?!? Di un amore giovanile finito, ma che rimane sospeso e che però, a differenza di cose tipo fortuna, pianeti e karma, non torna. Almeno fin’ora…

Cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi mesi da te?

Altre canzoni certamente! Un singolo subito dopo l’estate e soprattutto, maggiori dettagli su questa strana storia che mi è capitato di vivere, che racconta come sia possibile che quello che io sto scrivendo ora, in realtà sia stato scritto 18 anni fa, ma in questo stesso istante. Seguitemi su Instagram per rimanere sempre aggiornati.

 

Si ringraziano Inaudito e, come sempre, l’Ufficio Stampa Astarte.

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