AURA DARCO: “Credo che essere donna e fare musica non significhi per forza essere penalizzate, anzi, potrebbe avere dei vantaggi, essendo ancora poche ad oggi. A noi donne non manca niente per invadere la scena, è questione di tempo”

E’ disponibile su tutte le piattaforme digitali “Occhio e testa“, il nuovo singolo di Aura Darco, pseudonimo di Cristina Aurelia Popa, giovane e promettente talento di origine romene d’adozione italiana.

Il brano, prodotto da Giordano e Graziano Tittarelli insieme a Maurizio Raimo per Raimoon Edizioni Musicali Srl ed Astralmusic Srl, ha come tema la sicurezza stradale e l’importanza di mettersi alla guida con prudenza, ma per Aura Darco significa anche qualcosa di più. Quando la trapper, classe 1993, ha partecipato, nel 2019, al contest realizzato con Anas, Autostrade per l’Italia e Radio Italia (di cui vi abbiamo parlato qui), che ha visto Fedez tra i giurati, sua sorella, a soli 17 anni, era stata vittima di un grave incidente d’auto che l’ha costretta sulla sedia a rotelle.

Ieri abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con la giovane artista.

AURA DARCO – Intervista.

Ciao Cristina e grazie per questa chiacchierata. E’ online “Occhio e Testa”, il tuo nuovo singolo che invita tutti a guidare con prudenza. Sappiamo che purtroppo, tua sorella, è stata vittima di un incidente stradale, che l’ha costretta sulla sedia a rotelle. Che messaggio vuoi lanciare ai tuoi ascoltatori, soprattutto ai giovani?

Ciao ragazzi e grazie a voi! Il messaggio principale che voglio trasmettere ai giovani con questo brano, oltre la ovvia ed espressa già prudenza alla guida, è di prendersi cura della propria vita, di tenerla da conto, di non dare per scontato di averla, perché penso davvero sia un dono e vada presa come una sorta di gioco, il più serio a cui parteciperemo mai.

Sempre sul tema della sicurezza stradale, lo scorso anno hai partecipato al contest, organizzato da ANAS ed Autostrade per l’Italia in collaborazione con Radio Italia “Sicurezza in Musica” che ha visto, tra i giurati, Fedez. Cosa ti ha insegnato e cosa ti porti dietro di quell’esperienza?

Dall’esperienza del contest dell’anno scorso mi porto dietro il ricordo di un’emozione bellissima. L’attesa di esibirsi davanti a Fedez è stata allucinante, il tempo non scorreva mai, mentre io e gli altri concorrenti ci caricavamo di energia per spaccare sul palco. Quell’esperienza è stata per lo più la conferma del fatto che in un concorso, oltre che a vincere il premio, la cosa più bella che possa capitare è di vincere il cuore della gente, del pubblico, della giuria e degli altri concorrenti. È la soddisfazione più appagante che si possa provare ed una gioia senza eguali, la auguro a tutti e vale quanto una vera e propria vincita.

Com’è nata la collaborazione con Giordano e Graziano Tittarelli e Maurizio Raimo, produttori del brano?

Sono felice e soddisfatta della collaborazione con i fratelli Tittarelli ed il mitico Maurizio Raimo. Dapprima il progetto è cresciuto insieme al prezioso aiuto di Giordano Tittarelli, per poi giungere la maturità col contributo di Maurizio, primo brano realizzato insieme “Estate in diretta” feat Nick (2019). Sono felice perché c’è intesa, affetto e stima reciproca, stiamo lavorando bene, la combinazione funziona e mi sento grata.

Per “Occhio e Testa”, o più in generale per la tua musica, scrivi prima il testo e vai alla ricerca delle giuste sonorità, o parti da una base e crei un testo ad hoc?

Per questo brano, ho quasi meditato prima di iniziare a scriverlo, ho aspettato l’ispirazione ed al momento giusto le parole e le note si sono unite contemporaneamente in una danza che ha cominciato a suonare nella mia testa, per poi essere trascritte su carta e riadattate ad una potenziale base presa da YouTube come bozza. In genere non ho un solo modo di scrivere i brani. A volte mi prendono ispirazioni nei momenti meno opportuni e devo appartarmi per registrare il motivetto che mi suona in testa, altre volte, invece, faccio delle riflessioni e decido di scrivere un brano su una determinata questione. In quel caso lo faccio partendo dal sound della base, l’atmosfera che genera, poi la espongo in metrica. Ho scritto circa un centinaio e più brani, non ho una tecnica preimpostata per farlo, vado di pancia e cuore, ma assicuro che ogni singolo brano ha la sua storia.

Parteciperesti mai ad un Talent?

Nella vita tutto può succedere, ma sono uno spirito libero, devo dire che è difficile farmi stare in un solo posto a lungo. I Talent sono fantastici per il diretto contatto che raggiungono coi ragazzi, a parer mio influiscono anche nell’educazione e formazione dei loro ideali ed è perciò una gran responsabilità. La sportività nella musica è tanta roba.

Come gestisci il rapporto con i Social e quanto credi possano aiutare nel diffondere capillarmente la propria musica e le proprie idee?

Il mio rapporto coi Social è complicatissimo, abbiamo una relazione aperta, stiamo insieme, ma mi distraggo facilmente. Scherzi a parte, sono utilissimi e so di non sfruttarli al massimo delle loro potenzialità, colpa della mia spensieratezza. Chi banalizza e dice che fare gli influencer sia semplice, si sbaglia di grosso. È un vero e proprio lavoro fatto di ricerca, dedizione e costanza, oltre al fatto che fa mette in gioco la propria identità.

Quanto c’è di Cristina in AURA DARCO?

AURA rappresenta la mia vera essenza, essendo l’abbreviativo di Aurelia, il mio secondo nome. E’ un po’ il nome al quale rispondo sin da quando sono nata. I miei genitori, parenti tutti ed amici più cari mi chiamano AURA da sempre, ed in seguito mia madre mi ha suggerito di usarlo come nome d’arte per ufficializzarlo in qualche modo e ho colto il suo consiglio.  Aura per me è la luce che emanava il mio entusiasmo da bambina, spero di conservarla e che AURA contamini Cristina il più possibile nei momenti bui.

3 aggettivi per descrivere AURA e la sua musica

Carica, densa e stimolante.

Quali sono, se ci sono, i tuoi punti di riferimento musicale?

I miei punti di riferimento musicali sono tanti e troppe le contaminazioni per poterle elencare. Parto dal mondo della lirica e dalla musica spirituale, in cui sono stata immersa da bambina. Crescendo ho sperimentato tanti stili da cui ho rubato segreti e stratagemmi, da artisti conosciuti e meno, ho la mia top 3 per ogni categoria.

Com’è nata la tua passione per la musica?

La passione per la musica proviene principalmente dalla mia famiglia, che mi ha educata e cresciuta tra le preghiere cantate della sera, durante i viaggi in macchina e le feste coi parenti in cui noi nipotini davanti ai nonni e tutti ci esibivamo in spettacoli teatrali improvvisati e canzoni che trasformavano ogni nostro incontro in un fantastico concerto a cielo aperto sotto le stelle, nelle campagne di Tulucesti, un minuscolo paesino della Romania.

Sei una ragazza che fa musica in un panorama discografico prettamente maschile. Credi che sia più difficile per una donna emergere in questo settore? Ed, in caso affermativo, quale credi sia il reale motivo?

Credo che il fatto di essere femmina non significhi per forza essere penalizzate. Anzi, potrebbe avere dei vantaggi, essendo ancora poche ad oggi le donne in quest’ambito rispetto ai maschi, risulta più facile stupire ed essere ricordate. D’altra parte, la competizione è tanta e proprio per questo, in caso di riuscita, la soddisfazione acquisisce tutto un altro sapore. A noi donne non manca niente per invadere la scena, è questione di tempo.

Sei arrivata in Italia dalla Romania nel 2000. Trovi differenze rilevanti nel panorama musicale dei due Paesi?

Assolutamente si, le sonorità elettroniche, digitalizzate e vari generi quali, raggae, raggaetton, dance, hip hop, rap e tanti altri, sono stati accolti e si sono mescolati prima alla musica tradizionale, che si è mantenuta e devo dire che mista ai suoni moderni, è una combinazione esplosiva. A parer mio, la Romania, il mio Paese, è più aperto allo scenario internazionale, dunque ha incorporato prima e con più facilità le contaminazioni degli altri generi. Amo la musica del mio Paese, sono fortissimi!

Hai già in mente progetti futuri?

I progetti futuri sono di far uscire tutti i brani in lista d’attesa, spero che presto si possa anche parlare di un album.

Ultima domanda: sogni nel cassetto?

I miei sogni nel cassetto sono tanti e stravaganti, assomigliano molto in maniera riassuntiva a : “vorrei salvare il mondo”, ma è molto diverso, è più, “spero di fare del mio meglio, con tanto di idee, progetti sogni e fantasie che le mie canzoni incarnano”.

 

Si ringraziano AURA DARCO e, come sempre, l’Ufficio Stampa di Marco Masciopinto.

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