Keemosabe: “Il nostro obiettivo a lungo termine è quello è di riuscire a vivere suonando, scoprendo più Paesi e culture possibili grazie alla musica”

Lo scorso 12 Giugno, come annunciato in questo articolo, i Keemosabe sono tornati in musica con “Stay Awake” (Believe Digital), il loro nuovo singolo, che vede la collaborazione di Matteo Costanzo.

Si tratta del secondo apripista del debut album della band, “Look Closer”, che fa seguito a “The Light Go Down“. Un disco dal forte respiro internazionale, che verrà rilasciato il prossimo autunno.

Ieri abbiamo avuto il piacere di intervistare la band, che ci ha raccontato il nuovo singolo ed i progetti per il futuro.

Keemosabe – Intervista.

Ciao ragazzi e grazie per questa chiacchierata! Partiamo subito con una curiosità: tre aggettivi per definire il vostro nuovo singolo “Stay Awake”.

Ciao e grazie a voi ragazzi, è un piacere! Dunque, lo potremmo definire “sognante”, perché racconta di un mondo ideale in cui l’uomo riesce ad accontentarsi delle piccole cose e diffondere un messaggio di speranza; “collaborativo” perché è il frutto di un lavoro in studio insieme a Matteo Costanzo alla voce e Leonardo Varsalona al pianoforte ed infine “delicato”, perché questa versione appena uscita è un arrangiamento molto più essenziale rispetto alla prima versione del brano che abbiamo pubblicato lo scorso anno.

Per questo nuovo singolo avete collaborato con Tommaso Colliva e Giovanni Versari, vincitori di un Grammy Award e con alle spalle esperienze insieme ai MUSE, Franz Ferdinand, Afterhours, Diodato e molti altri. Cosa ha significato per voi poter lavorare sulla vostra musica con loro? Come sono andati i lavori in studio?

Quando abbiamo iniziato a suonare assieme come band quattro anni fa, abbiamo cercato sin da subito dei dischi che ci aiutassero a trovare una direzione di sound. Quasi tutti quelli che avevamo scelto avevano casualmente come produttore/ingegnere del suono Tommaso Colliva e Giovanni Versari al mastering. Non ci saremmo mai aspettati di poterci collaborare dopo solo qualche anno per il nostro primo disco! È stata davvero un’ottima esperienza, che ha sicuramente migliorato il nostro prodotto e ci ha fatto anche comprendere come lavorano dei professionisti di altissimo livello. Speriamo di poterci lavorare di nuovo in futuro.

“Stay Awake” anticipa il vostro debut album, “Look Closer”, in uscita il prossimo autunno. Cosa dobbiamo aspettarci dal disco?

Sarà un disco musicalmente molto vario, che riassume tante delle nostre esperienze e delle nostre influenze. Sin dal principio lo abbiamo scritto volendo raccontare una storia divisa in diversi capitoli, perciò tutti i brani seguono un preciso ordine di sviluppo della trama. È la storia di un uomo che compie un viaggio attraversando città, valli e deserti, riscoprendo sé stesso e trovando negli elementi naturali a lui circostanti messaggi di vita e di condivisione.

Tre dischi che hanno ispirato il vostro “Look Closer”?

È una scelta molto difficile, ma diciamo “Broken Machine” dei Nothing But Thieves; “Everything All The Time” dei Band of Horses e l’immortale “Grace” di Jeff Buckley

Come band avete spesso esportato la vostra musica all’estero. Che differenze ci sono tra suonare in Italia ed altrove? Qual è il ricordo più bello tra le vostre esperienze internazionali?

Per noi sono due esperienze molto diverse tra loro: quando suoniamo all’estero abbiamo la sensazione che la gente si senta più vicina al nostro genere, avendo come idea di fondo quella di comporre musica dal respiro internazionale, accessibile ad un pubblico di qualsiasi Paese. Allo stesso tempo però, il suonare in Italia ci dà un calore ed un affetto incomparabile che ci fa sentire a casa. Il nostro obiettivo a lungo termine, COVID-19 permettendo, è di riuscire a vivere suonando dal vivo e scoprire più Paesi e culture possibili grazie alla musica. Il ricordo più bello è stata un’esibizione nel leggendario Studio 1 di Abbey Road Studios, lo custodiremo sempre con noi!

 

Si ringraziano i Keemosabe e, come sempre, l’Ufficio Stampa Astarte.

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