Sanremo 2019: Nek in Conferenza Stampa

Nek, in gara al 69° Festival di Sanremo con il brano “Mi farò trovare pronto“, questo pomeriggio è stato in Conferenza Stampa, dove ha risposto alle domande dei giornalisti.

La prima domanda che gli viene posta è: “Quanto ha inciso l’elettronica in questo tuo brano e nel nuovo disco?”

“Da qualche anno l’elettronica mi incuriosisce. Per quanto arrivi dall’essere un fan dei Police, lo sono sempre stato anche dei Depeche Mode. Il mio genere musicale è un pop che attinge anche dal rock e dall’elettronica. La batteria l’ho suonata indegnamente io, mi piace la roba secca e muffa perché mi fa sentire più al passo con i tempi”.

Segue “Vuoi passaggi radio?”

“Sì. La radio è il più grande mezzo che la musica possa utilizzare.
Io sono cresciuto con la radio! Quando ho deciso di venire a Sanremo, mi sono preoccupato di fare una canzone che non rientrasse nei canoni del Festival. Poi mi sono chiesto: “Quale potrebbe essere il primo singolo del nuovo album?”. Mi farò trovare pronto. Volevo arrivare come uno schiaffo direttamente alle persone. Il mio scopo non è vincere, ma la longevità. Ho 25 anni  di carriera e non ho mai vinto Sanremo, come Vasco Rossi…E va bene così…!”

Un altro collega chiede a Nke: “In gara ci sono tanti giovani e tanti, anche fuori dal festival, arrivano al successo in modo non convenzionale. Si passa dalla cameretta ai palchi. Cosa ne pensi?” Questa, la sua risposta:

“Penso abbia il suo grado di pericolosità. La gavetta insegna a tutti. Un punto di partenza ci vuole, ci vuole che qualcuno ti dica Non mi piaci. Dopo neanche un anno, non puoi pensare all’Arena di Verona. Non si è strutturati. Si rischia di passare sempre dalla porta secondaria per evitare il pubblico che ti aspetta dalla porta principale”.

“Dopo tanti anni lontano dal palco dell’Ariston, come è stato tornare?”

“E’ stato un fuoco. I trenta secondi che mi dividono dal palco, prima dell’esibizione, sono belli. È cambiato poco in tutti questi anni. Quando salgo su un palco, è come se tornassi a casa. Per questo ho pensato fosse un mio concerto e sono sceso in mezzo alla gente. Ho cercato gli sguardi più ravvicinati della gente”.

“Quanto è importante la fede nella tua vita? E Chiara Mirante?”

“La fede. Il mio è un percorso, un training, come quando vai in palestra. Chiara Mirante, fondatrice dell’associazione benefica Nuovi Orizzonti, è parte importante di questo percorso. Quando è morto mio papà, la fede mi ha akutato a comprendere la fine di una vita, facendomela accettare”

“C’è una canzone, tra quelle in gara, che preferisci?”

“Non ho sentito benissimo tutte le canzoni tra tutto il caos dietro le quinte. Mi è piaciuto sicuramente Achille Lauro, non male Ghemon, i Boomdabash. Daniele Silvestri mi ricorda sempre Peter Gabriel, glielo dico sempre e gliel’ho ripetuto anche poco fa”.

“È prevista una versione internazionale del tuo brano sanremese?”

“Sì, anche di tutto il disco. Dal 1997 ormai vengo ascoltato dal pubblico sudamericano e sicuramente provvederò a fare l’album anche in versione spagnola”.

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