Riccardo Romano: “Il mio desiderio di diventare cantautore è nato tra i libri di scuola, la musica e la voglia di creare”

Circuiti” è il nuovo EP del cantautore milanese Riccardo Romano.

Il progetto, composto da sei brani, rappresenta il debutto solista dell’artista già voce dei Syntesthesia: un viaggio introspettivo nel mondo di Riccardo ed, allo stesso tempo, il racconto di come l’artista percepisce il mondo intorno a lui. Le sonorità lasciano spazio all’originalità ed alla sperimentazione, con la chiara intenzione di non porre limiti ai generi. Il risultato è una disco originale, variegato, in cui trovano spazio rockeggianti riff di chitarra, ballad accompagnate dal pianoforte e musica elettronica.

Ieri abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con lui; di seguito, quanto ci ha raccontato.

Riccardo Romano -Intervista.

Ciao Riccardo, benvenuto su Musica In Contatto e grazie per questa chiacchierata. Domanda introduttiva: come ti definiresti in tre aggettivi?

Ciao a tutti e grazie a voi! Tre aggettivi per definirmi? Sicuramente pigro, testardo e molto curioso.

Quando Riccardo capisce di voler diventare un cantautore?

Il voler diventare un cantautore è qualcosa che non è nato da subito. Prima è nata la passione per la musica, grazie soprattutto a mio papà che mi ha sempre immerso nella sua, principalmente anni ’80 – come Depeche Mode, Mango, Culture Club e tanti altri -. L’ho sempre visto cantare e così, sin da piccolo, ho cominciato a farlo anche io. È tra la fine delle Medie e l’inizio delle Superiori, quindi tra il 2010 ed il 2011, che capisco che la passione per la musica sarebbe diventata qualcosa di più, infatti, in quegli anni, fondo la mia prima band con alcuni compagni di classe, i Synesthesia, band di cui ho fatto parte per ben 7 anni, fino al 2018, anno in cui ci sciogliamo e comincia il mio percorso solista. Possiamo dire, quindi, che il voler diventare cantautore nasce circa 10 anni fa, tra libri di scuola, amicizie e tanta musica da creare.

Il tuo percorso solista è appena iniziato, ma con l’EP “Circuiti” è già chiaro che ti piace fare: un pop non scontato con il quale parlare di te a chi ti ascolta. E’ così?

Esatto, quello che mi piacerebbe trasmettere con la mia musica e quello che ho cercato di trasmettere soprattutto in questo EP è un po’ di me, i miei circuiti e riuscire a far immedesimare l’ascoltatore in quello che scrivo, far in modo che senta quelle parole come se fossero sue. Sapere che qualcuno ha vissuto qualcosa di simile a quello che ho scritto, o solo il fatto che si sia ritrovato in quelle parole, per me sarebbe un successo. Perché la musica, oltre ad essere un mezzo di trasmissione potentissimo, è la cosa che forse ci unisce più di tutte e ci fa capire che infondo siamo tutti molto più simili di quanto pensiamo.

Raccontaci come si è sviluppata la produzione di questi brani.

I brani che fanno parte di questo EP nascono a seguito di un evento che mi è successo tra il 2018 e il 2019, che mi ha portato a riflettere su me stesso ed a cominciare una ricerca introspettiva. Quell’evento è stato un intervento al cuore, dovuto a frequenti attacchi di tachicardia, che consisteva nel bruciare un “circuito” andato in tilt che provocava appunto questi attacchi (tranquilli, ora sto bene, è tutto risolto e sono carico più che mai!). Dopo l’intervento, ho cominciato a scrivere “Corto Circuito”, brano presente all’interno dell’EP, che parla proprio di questo avvenimento. Possiamo dire che questo brano ha portato alla creazione di tutti gli altri, perché, mentre lo scrivevo, nella mia testa si susseguivano domande su me stesso e sui miei atteggiamenti, che mi spingevano a trovare una risposta, poi espressa all’interno degli altri brani, ma soprattutto del titolo di questo EP, dove ogni canzone è appunto un mio “circuito”. Per quanto riguarda invece la produzione del sound, è la parte su cui abbiamo lavorato di più. Parlo al plurale perché su questo non ho lavorato da solo, ma sono stato aiutato da Lorenzo Avanzi, che oltre all’arrangiamento, ha curato mix e master dell’EP. Quando siamo partiti con i brani, abbiamo deciso in modo unanime di non porci limiti sui suoni, volevamo sperimentare. Ci sono brani in cui l’elettronica la fa da padrone con sonorità Synth Wave oppure Low-Fi, mentre, altri, hanno una forte presenza di riff di chitarra elettrica ed altri ancora sono ballad al pianoforte, accompagnate però da batterie elettroniche. Abbiamo sperimentato ed amalgamato insieme tanti sound per fare in modo che ogni canzone fosse unica.

Il 2020 ha messo tutti noi a dura prova. Come sei cambiato in questi mesi? Questo periodo ha influenza qualche tua nuova produzione?

Il 2020 è stato un anno particolare per tutti, ma nonostante le difficoltà e le restrizioni, mi ha permesso di lavorare sul mio EP così da poterlo far uscire, di girare e pubblicare il videoclip di “Socialvitamanager” (vedi qui), brano presente in “Circuiti” e mi ha dato il tempo di scrivere tante altre canzoni; possiamo dire che è stato magnanimo nei miei confronti. Non penso di essere cambiato durante questi mesi, ma sicuramente sono uscito da questo periodo rafforzato.

 

Si ringraziano Riccardo Romano e, come sempre, l’Ufficio Stampa 19 Media Agency.

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