MIGLIO: “Nel mondo della musica ci sono ancora un po’ di pregiudizi legati all’immagine della donna musicista, capace ed autonoma. Ma è un problema di educazione. In tutti i settori”

E’ online “Bagno Paradiso” (Matilde Dischi/Artist First), il nuovo singolo di MIGLIO prodotto da Laurino.

L’artista bresciana prolunga la bella stagione con un brano dalle sonorità liberamente ispirate agli anni ’80, in una riviera adriatica piena di contraddizioni e di meraviglia.

Ad accompagnare la canzone, il videoclip ufficiale, diretto da Riccardo Sanmartini e visibile a questo link.

Ieri abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con MIGLIO; di seguito, la nostra intervista.

MIGLIO – Intervista.

Ciao MIGLIO, grazie per questa chiacchierata. “Bagno Paradiso” è il titolo del tuo nuovo singolo, un brano che rimanda alla riviera adriatica degli anni ’80, che tu stessa hai vissuto da bambina. Che ricordi hai?

La riviera l’ho vissuta con i miei genitori da piccola durante i weekend. Ho dei bei ricordi, positivi. Sono posti che hanno mantenuto il loro folklore e colore. Ho scritto “Bagno Paradiso” quando non si poteva uscire di casa. È una canzone che mi ha generato una sensazione di libertà, fin da quando l’ho scritta.

In questa canzone c’è anche Tondelli, uno scrittore che hai influenzato negli anni il tuo modo di scrivere, come l’hai scoperto e come lo descriveresti a chi non ha mai letto un suo libro?

Tondelli l’ho scoperto molti anni fa sotto consiglio e dopo aver letto le prime pagine di “Altri Libertini”, ho capito che cosa significava scrivere. Tondelli è una delle penne più preziose che l’Italia abbia mai avuto. È una scrittura non convenzionale, ispirata. Racconta gli anni ’80 e lo fa in maniera cruda e vera.

In generale sei una persona che legge molto? Dicono che per gli artisti sia importante trovare spunti sempre nuovi per esprimersi nei testi delle canzoni. Qual è la tua personale top 3 di libri, quella che consiglieresti ai nostri lettori?

Leggo in quantità normale. Dipende dai periodi. I miei tre libri preferiti sono: “Altri Libertini” di Pier Vittorio Tondelli, “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi” di Cesare Pavese e poi ci metterei un saggio molto interessate di Byung Chul Han che si chiama ” Nello sciame. Visioni del digitale”.

Pornomania“, il tuo singolo precedente, ha attirato l’attenzione dei più curiosi. Un brano volutamente provocatorio nel titolo e nel contenuto; quante volte ti capita di subire molestie verbali e non, essendo una donna che fa musica e, per di più, una donna musicista e non solo interprete?

Mi è successo esattamente una settimana fa. Ero in un negozio di strumenti musicali, stavo provando una chitarra acustica mancina e ad un certo punto un paio di ragazzi hanno iniziato a fare battute sul mio essere mancina e di conseguenza anche musicista. Parlavano tra di loro ma volevano farsi sentire. Mi fermo qui perché il racconto sarebbe molto più dettagliato. Nel mondo della musica ci sono ancora un po’ di pregiudizi legati all’immagine della donna musicista, capace ed autonoma. Ma è un problema di educazione. In tutti i settori.

Cosa ti senti di dire nei confronti di questa cattiva educazione che dilaga ormai in tutti gli ambiti, da quello lavorativo, a quello sessuale?

Che appunto c’è bisogno di educazione a 360 gradi. Dobbiamo imparare ad educare e ad educarci in maniera tale da non cadere continuamente in questi stereotipi vecchi ed inutili.

Come pensi che la musica possa avere invece un ruolo “educativo”?

Dipende da come la fai, la musica. Può esserlo come no. Se usata bene può essere un mezzo comunicativo potentissimo.

Ultima domanda: come ti vedi tra un anno?

Su qualche bel palco a fare musica.

 

Si ringraziano MIGLIO e, come sempre, l’Ufficio Stampa di Giulia Perna.

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