Napoleone: “Mi sono ritrovato tra le mani una storia da raccontare, una storia del Sud, tra l’altro ancora molto attuale e mi sono detto Chi meglio di me? Ragazzo del Sud con il sogno della musica?”

Ieri abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Napoleone (nome d’arte di Davide Napoleone), che, dopo il successo del brano “Amalfi” – che ha superato 45.000 ascolti in pochissimo tempo -, ha da poco pubblicato “Porta Pacienza“, il suo nuovo singolo.

“Porta Pacienza” continua a raccontare la storia di Vito Manzo, personaggio a cui l’artista ha deciso di dare voce con canzoni che arrivano dal passato, ma vivono nel presente.

Tutto nasce casualmente dalla ricostruzione di un albero genealogico, un lontano parente di Davide, Vito Manzo (Amalfi 05/05/1919 – 04/03/1957), alcune tracce di una vena artistica mai sbocciata. L’amore, la paura del futuro ed i limoni, questi sono i tre elementi su cui si sviluppa la narrazione. Tutto finisce per puro caso tra le mani di Davide Napoleone che, con suddetto personaggio, condivide musica e nome d’arte.

“Porta Pacienza” parla della storia d’amore tra Vito e Maddalena ed è una canzone ambientata all’interno della fantastica cornice della Costiera Amalfitana. Una storia d’amore d’altri tempi, tempi in cui anche solo un bacio prima del matrimonio era visto come peccato mortale. Il ritornello suona come una preghiera laica, come un invito ad avere
pazienza in attesa di poter vivere tutto alla luce del sole.

Di seguito, la nostra intervista.

Napoleone – Intervista.

Ciao Davide, grazie per questa chiacchierata. “Porta Pacienza” è il titolo del tuo secondo singolo e continua la storia di Vito Manzo, iniziata già con il brano precedente, “Amalfi”. A fare da sfondo, anche in questo caso, c’è la Costiera amalfitana. Qual era l’idea di amore vissuta in quegli anni, secondo te?

Ciao ragazzi e grazie a voi! A quei tempi esistevano ancora i matrimoni combinati, il patriarcato. Per una donna contava davvero poco il diritto di amare. In questo caso racconto di Maddalena, una ragazza di sangue nobile che si innamora di un povero falegname con il sogno della musica, quindi ti lascio immaginare la situazione.

Tu però sei originario di Capaccio (SA), cosa ti lega in questo modo così particolare alla comunque vicina Costiera amalfitana?

Io sono originario di Capaccio e ne vado molto fiero. Questo non mi slega però dal resto della Campania che rimane, nel bene o nel male, la mia terra. Amalfi ai miei occhi è sempre stata qualcosa di magico a cui non riuscivo mai ad associare un inizio od una fine. Come tutti i luoghi turistici, nell’immaginario di chi lo visita, appare come una vetrina, una cartolina. Il mio grande amico , produttore e socio di etichetta Gianluigi, è originario di Amalfi e iniziando a frequentare lui, ho piano piano scoperto che dietro quella vetrina c’è molto altro e me ne sono innamorato.

Qualche anno fa hai preso la tua valigia e sei partito per Torino, poi un contratto come autore in Sony, come è cambiata la tua vita in questi anni?

La mia vita si è praticamente ribaltata. Pensa che nel giro di 3 mesi, dalla mia cameretta a Capaccio sono passato a lavorare in studi importanti e magari storici come può essere L’Angelo Studio di Ron a Garlasco (PV). Ho avuto la fortuna di imparare tanto e crescere artisticamente. Ovvio che non è mai facile lasciare la tua terra, purtroppo però l’industria discografica è praticamente tutta concentrata qui al Nord.

Perché hai deciso di metterci la faccia e ripartire anche con questo tuo progetto personale?

E’ successo tutto molto per caso. Mi sono ritrovato tra le mani una storia da raccontare, una storia del Sud, tra l’altro ancora molto attuale. Sapevo che per rendere credibili le canzoni che stavo scrivendo c’era bisogno della mia faccia e della mia voce. Chi meglio di me? Ragazzo del Sud con il sogno della musica?

Quali sono i tuoi riferimenti musicali?

Ascolto di tutto. L’importante è che siano belle canzoni. Nell’ultimo periodo sto ascoltando tantissima musica italiana degli anni 60/70.

Ultima domanda: come ti vedi tra 5 anni?

Con una stanza in più. Sto cercando un trilocale a Torino, anzi, ne approfitto casomai dovesse leggerci qualcuno che sa qualcosa (ride).

 

Si ringraziano Napoleone e, come sempre, l’Ufficio Stampa Conza.

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