Caveleon: “In Silence è il nostro bisogno di unirci al coro di chi si sta sollevando, da ogni parte del mondo, contro le costanti ed insopportabili discriminazioni e violenze subite da tutte le minoranze”

Ieri abbiamo scambiato quattro chiacchiere con i Caveleon, band milanese di cui vi abbiamo parlato qui, in vista dell’uscita di “In Silence“, il loro nuovo singolo, realizzato in collaborazione con Avex, che porta avanti il messaggio antirazzismo del movimento Black Lives Matter.

Un importante e nuovo capitolo per un gruppo che riesce a mescolare, incredibilmente bene, generi ed influenze, che vanno dall’electro-pop al post-punk (merito anche del timbro, particolarissimo, di Leo Einaudi).

Di seguito, la nostra intervista.

Caveleon – Intervista.

Ciao ragazzi e grazie per questa chiacchierata. Il vostro è un progetto davvero atipico per l’underground italiano. Che cosa pensate della scena indie e del cantautorato alternativo in italiano che sta spopolando nelle playlist? Ascoltate qualcosa in tal senso?

Ciao e grazie a voi! Il panorama della musica emergente in Italia è molto vivo e ci sono progetti davvero interessanti. Ci sono band che, come noi, hanno scelto l’inglese, in cui ci rispecchiamo sotto vari punti di vista. Ci vengono in mente i Mòn, con cui abbiamo avuto il piacere di condividere il palco al “Monk” di Roma ed al “Covo Club” di Bologna; gli Inude, un progetto che ci ha colpiti molto, gli Handlogic e tantissimi altri. Per quanto riguarda l’italiano, sicuramente i Campos ed i C+C=maxigross, che sono stati una grande fonte di ispirazione ed, insieme a loro, ci sono tante altre band che puntano molto sulla ricerca di un sound originale, staccato dagli standard dettati dal mercato musicale di oggi.

Abbiamo letto che “In Silence” è in qualche modo dedicata al movimento Black Lives Matter, che è seguito alla terribile vicenda di George Floyd. Com’è nata l’idea di questo singolo?

Questo brano non vuole solamente ricordare George Floyd. Quelle immagini, che hanno scioccato il mondo, racchiudono una piaga insita e radicata nella nostra società a livello globale, sotto forme diverse, alimentata dall’ignoranza, dall’indifferenza e molto spesso dal silenzio. “In Silence” è il nostro bisogno di unirci al coro di chi si sta sollevando, da ogni parte del mondo, contro le costanti ed insopportabili discriminazioni e violenze subite da tutte le minoranze. Noi viviamo in un privilegio che fatalmente non ci permette di comprendere a fondo cosa significhi essere diversi, di non avere diritti ma solo doveri, di non essere protetti e di non essere uguali. Il testo di questo brano, vuole amplificare le voci di chi lotta e subisce in prima persona queste orribili vicende sconvolgenti. Abbiamo deciso di usare le loro parole: dagli striscioni delle manifestazioni, frammenti di poesie scritte in difesa dei diritti civili dei cittadini americani con un diverso colore della pelle, ai discorsi pubblici. La voce del popolo ci ha aiutati a raccontare e comporre un mosaico, che non vuole rappresentare solo un movimento, ma descrivere la situazione oggettiva in cui viviamo. Un mondo fatto di urla, ma anche di un assordante silenzio.

Come è stato collaborare con Avex? Vi ha influenzato in qualche modo?

Abbiamo conosciuto Avex perché facevamo parte della stessa etichetta (Futurissima). Ci hanno colpito fin da subito le sue grandi doti nella scrittura, il modo in cui vive la musica e, sopra ogni cosa, la sua versatilità. E’ un artista a tutto tondo e sa calarsi perfettamente in qualsiasi situazione, mettendo sempre la propria impronta riconoscibile. Abbiamo già suonato insieme dal vivo per il release party del nostro omonimo EP al “Circolo Ohibò” e collaborato in un brano per il nuovo album; la collaborazione per “In Silence” è nata in modo molto spontaneo. Può non sembrare, ma il rap e l’hip hop sono parte del nostro background musicale, hanno sempre portato grande innovazione, spesso in collaborazione con altri generi molto lontani.

Milano, secondo voi, è effettivamente una città che crea connessioni musicali?

Milano negli ultimi anni è cresciuta tantissimo sotto il punto di vista culturale e dell’arte in generale; ogni giorno escono nuovi eventi, concerti, mostre e festival, che accolgono artisti da tutto il mondo e portano novità in un ambiente che ha bisogno di essere costantemente alimentato. E’ diventata il punto di incontro e di lavoro per tanti musicisti e questo di conseguenza ha creato tante connessioni, sia tra progetti italiani, che internazionali. Siamo contenti di vivere Milano in questo momento, anche se in futuro chissà, magari torneremo per un periodo all’estero.

Ultima domanda: a quando un album di debutto?

Dopo quasi due anni di intenso lavoro, possiamo dire che il disco è pronto! Ad Ottobre 2019 siamo andati per due mesi in “ritiro” nella casa di campagna di Leo. Abbiamo avuto il tempo di dedicarci con calma alla ricerca sonora che avevamo bene in mente, divertendoci anche a sperimentare durante la fase di registrazione. Abbiamo fatto il mix a Bristol e siamo tornati in Italia esattamente il giorno prima del lockdown. Sicuramente l’album affonda le sue radici dentro al nostro primo EP “Caveleon”, ma siamo più liberi dal giudizio ed abbiamo un bagaglio di esperienza che ci ha permesso di avere una grande evoluzione, sia nel sound, che nella scrittura. In questo momento siamo alla ricerca di una nuova etichetta, vorremmo ampliare i nostri orizzonti anche verso l’estero. Sappiamo che, visto il momento, bisognerà avere molta pazienza, ma siamo molto fiduciosi e non vediamo l’ora di portare il nuovo disco in tour.

 

Si ringraziano i Caveleon e, come sempre, l’Ufficio Stampa Conza.

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