Phonix: “L’intento, anche se non esplicito, è sempre quello che la canzone faccia bene”

Phonix, nome d’arte di Enzo Foniciello, è un cantautore, produttore ed eclettico artista, che ha di recente pubblicato un nuovo singolo, “Miracle“, un brano che mescola – e lo fa incredibilmente bene – pop, influenze jazz e groove.

Ieri abbiamo avuto il piacere di intervistarlo e, quanto segue, è quello che ci ha raccontato.

Phonix – Intervista.

Ciao, grazie per questa chiacchierata. Chi è Enzo Foniciello e chi è Phonix, e chi ha la meglio? Litigate?

Ciao, grazie a te per questa intervista e per l’attenzione che hai ed avete deciso di rivolgermi. Ti confesso che non amo parlare di me in terza persona, ma nel tentativo di dare una risposta, ci sono sicuramente più lati in comune che divergenze. Enzo ha fondato a Napoli uno studio di produzione (Snap), lavora come produttore, dunque compone musica per gli artisti che decidono di affidargli ideazione e realizzazione delle proprie canzoni, ha forse più i piedi per terra…Phonix è più leggero, crede fermamente nel suo progetto, sognando i palchi d’oltreoceano.

Il fatto che “Miracle”, il tuo nuovo singolo, sia uscito nel periodo post-quarantena (per il suo messaggio e per le sue vibes positive), è un caso?

Si, “Miracle” esisteva prima del dramma che oggi sappiamo aver vissuto. Sicuramente, ogni nostra espressione risente, anche se inconsapevolmente, di ciò che viviamo e sentiamo, ma sarei inutilmente opportunista se svelassi chissà quale messaggio che lega questa canzone al COVID-19. Mi fa però piacere che parli di vibrazioni positive, chiaramente l’intento, anche se non esplicito, è sempre quello che la canzone “faccia bene”.

A proposito di “Miracle”, quale messaggio volevi far arrivare quando l’hai scritta e quale vuoi che giunga a chi l’ascolta?

Non ragiono moltissimo sul messaggio che intendo dare, anche perché solitamente parto dalla musica e lavoro molto più su questa dimensione che sul testo (scritto insieme a Iossa,). Volevamo sicuramente celebrarla, nel miracolo che è capace di determinare, in chi come noi ci vive dentro ed in chi la ascolta.

Il tuo, sembra un genere che si avvicina molto all’electro-pop d’oltreoceano ed in Italia risulti abbastanza fuori da qualsiasi scena. Quali sono i tuoi riferimenti musicali? E se proprio dovessi avvicinarti a qualcuno di italiano, chi sarebbe?

Spero le etichette non la pensino proprio come te! Scherzo (ride), nel senso che sono ben consapevole che non esiste in questo momento un reale mercato italiano per il tipo di musica che faccio, ma non ho mai compreso appieno chi mi suggerisce di provare a cantare in italiano, la mia non è una scelta razionale, è un istinto, un’esigenza o comunque è l’unica modalità espressiva in cui mi ritrovo. Almeno per adesso chiaramente…Penso però che il mondo è molto più grande di come siamo abituati ad immaginarlo e che ne esiste sicuramente un pezzetto pronto ad accogliere la mia musica. I miei riferimenti cambiano insieme ad i miei ascolti, in questo periodo sento molto Anderson Paak, The Weekend, Chris Brown. Per l’Italia non riesco bene a darti un riferimento, ma posso dirti che amo gli Squallor!

Miracle rappresenta un punto di svolta per te?

Ogni canzone è un punto di svolta, per molte ragioni, dal momento in cui senti di avere avuto un’intuizione felice, dall’emozione di quanto senti di aver trovato una chiave convincente, dalla bellezza di lavorare insieme ad altre persone che condividono il processo di creazione, fino a tutta la squadra che si occupa poi della realizzazione del videoclip. Ogni canzone è una piccola svolta, fino a quando decidi di lasciarla andare. Dopo poco, almeno per me, inizio poi a sentirla distante dalle nuove intuizioni, le nuove idee e così via…. Ma a “Miracle” tengo. Questo periodo è stato necessariamente molto diverso e duro per ovvie ragioni.

Ultima domanda: progetti per il futuro?

Ho diversi brani pronti, sto cercando un’etichetta che decida di scommettere su questo progetto in lingua inglese…incrociamo le dita! E grazie ancora.

 

Si ringraziano Phonix e, come sempre, l’Ufficio Stampa RedBlue.

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