Marco Samuel: “Ho deciso di perdermi nella fantasia del viaggio, dedicando la musica a scenari naturali”

Marco Samuel, nome d’arte di Marco Mandoliti, è un giovane pianista e compositore italiano, che abbiamo avuto il piacere di intervistare. Il suo primo album full lenght, “Scenery” (EMA Edition), è stato prodotto da Roberto Cacciapaglia e presenta, come tema centrale, il viaggio. Un viaggio avventuroso nella natura.

Marco Samuel – Intervista.

Si dice che fare il musicista al giorno d’oggi sia difficile. Qual è la tua visione?

In effetti temo sia proprio così. È risaputo che vivere di musica oggi richieda un impegno notevole, soprattutto quando si è agli inizi ed emergere non è affatto semplice per una serie di fattori. Innanzitutto, la componente musicale. Oggi dedicarsi ad un disco è un lavoro estremo, che richiede molto tempo e, a mio parere, con i tempi che corrono, risulta davvero complicato dedicarsi a lavori molto estesi. Poi, credo che la fase più dura sia la successiva, ossia cercare un’etichetta che creda nell’artista e sia disposta a pubblicare il suo lavoro. Infatti, il sogno di molti artisti emergenti, è proprio trovare una buona etichetta con cui pubblicare! Quindi, l’ostacolo è già a monte. Poi, se si ha avuto la fortuna di riuscire a pubblicare, c’è il dilemma su come promuovere l’opera e farla conoscere al pubblico. Ma questo dipende anche dalla qualità del lavoro. Sicuramente un buon lavoro, prima o poi, trova spazio. Ma se non è così, deve passare altro tempo e bisognerà produrre altra musica che sia più in linea con i gusti del pubblico. Oggi i Social rappresentano un modo concreto per farsi conoscere, ma spesso sono limitanti per altri aspetti. Quindi, sicuramente, fare il musicista oggi non è affatto semplice, anche perché la musica, soprattutto in Italia, non viene considerata alla stregua di altre attività come lo sport ecc. E questo è molto triste, a mio giudizio.

Se dovessi usare 3 aggettivi per definirti?

Sensibile, ispirato, determinato.

A proposito di “ispirato”: hai da poco pubblicato “Scenery”, il tuo nuovo disco; da dove hai tratto ispirazione?

Mi ha ispirato la natura a cui l’opera è stata dedicata. Prima che cominciassi a comporre, infatti, era mio grande desiderio concedermi un periodo tranquillo, fuori dalla routine quotidiana. Così ho deciso di perdermi nella fantasia del viaggio, dedicando la musica a scenari naturali.

Come avviene, solitamente, il tuo processo di composizione?

Solitamente mi giunge in mente una melodia, che successivamente sviluppo al pianoforte. Il pianoforte gioca un ruolo fondamentale sulla fase creativa. A volte, però, l’ispirazione può giungere anche da altro, come da un’immagine in un film, etc.

Come mai hai scelto di accostare ad ogni brano anche un video?

Perché era importante rappresentare l’opera anche da un punto di vista visivo, trattandosi fondamentalmente di scene musicali. Grazie ai videoclip, l’ascoltatore riesce meglio a seguire il corso della musica, che a tratti, essendo descrittiva, può risultare impegnativa al solo ascolto.

Dopo la quarantena imposta da questo drammatico periodo a livello globale, ti vedremo in concerto? Hai già delle date in programma?

Spero di sì. Non ho programmato nulla purtroppo, visto proprio il periodo di emergenza, ma spero che quando tutto finirà, potrò stabilire delle date.

 

Si ringraziano Marco Samuel e l’Ufficio Stampa Safe & Sound per la collaborazione.

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