MORE: “Il mio progetto è una tensione continua verso qualcosa di indefinito”

Vita d’artista” (Pirames International) è il singolo d’esordio di MORE, un brano intenso, che vanta la produzione artistica di Duilio Scalici (I Giocattoli) e Mattia Mari (L’Avvocato dei Santi) e si aggiunge alla scena alternative rock italiana, anche se l’artista preferisce definirsi noir pop.

“Vita d’artista”, accompagnato dal videoclip ufficiale, racconta l’ozio moderno, artistoide, disilluso. Un tuffo nella disillusione, nei fallimenti e nelle passioni che si aggrappano al collo senza lasciarci andare. Gli anni passano e qualcosa lo si impara. Se sai che il fuoco brucia, non ci metterai la mano sopra, oppure sì, perché in fondo, la vita, è fatta per bruciare.

MORE è il serpente che cambia pelle, l’araba fenice che risorge dalle ceneri. Fermato alla porta dell’inferno mentre cercava di fuggire, torna alla musica per espiare le sue colpe. Ma non ha più un volto, svanito quando si voltò per cercare ciò che stava lasciando ed in occasione dell’uscita del suo primo progetto discografico, abbiamo avuto il piacere di intervistarlo.

MORE – Intervista.

Ciao MORE, grazie per questa chiacchierata. Da dove arriva il tuo nome d’arte ed in che modo descrive il tuo progetto?

Grazie a voi! MORE è una scritta che ho letto su un cavalcavia mentre viaggiavo e mi ha folgorato. Non conosco il contesto della frase, non ho fatto in tempo a leggerla. Ed è per questo che l’ho scelto, per la sua ambiguità; puoi dargli il significato che preferisci. Definisce perfettamente il mio progetto, un groviglio di significati non necessariamente razionalizzabili, una tensione continua verso qualcosa di indefinito.

Come hai trascorso questo periodo di quarantena?

Mentirei se ti dicessi male. A parte l’apprensione per la salute delle persone a cui voglio bene e qualche piccolo disagio, ho trascorso le mie giornate suonando e dedicandomi a quelle cose che nella routine lavorativa devo necessariamente trascurare.

Restare da soli, isolati dal mondo, credi sia importante per scrivere pezzi nuovi?

Non conosco altri modi per scrivere canzoni. Da soli con se stessi, senza filtri. Ma per avere qualcosa da dire, sempre che uno abbia necessità di esprimersi con la musica, bisogna vivere e quindi confrontarsi col mondo, lasciandosi ferire.

“Vita d’artista” è il tuo nuovo singolo; che connessione c’è tra il brano ed il suo videoclip?

Il videoclip racconta un aspetto del brano, il suo messaggio universale e lo fa ironizzando, mettendo in bocca all’arte stessa le mie parole. Si rivolge ai presunti artisti, come il protagonista della canzone, costringendoli a farsi un esame di coscienza.

Durante il lockdown, molti artisti hanno fatto dirette e video live, rendendo abbastanza particolare il mondo del web musicale. Hai visto qualcosa che ti ha colpito? Hai fatto qualcosa in tal senso anche tu?

Hanno fatto bene, soprattutto se avevano in programma qualche concerto. Io ho preferito ascoltarmi vecchi dischi allontanandomi dai social.

Parteciperesti mai ad un talent?

No, perché non sono capace di suonare le canzoni degli altri, a parte qualche eccezione. E poi sono troppo pigro.

Ultima domanda: progetti futuri?

Non sarebbe male diventare una rockstar planetaria (ride), ma mi accontento di far uscire la mia prossima canzone a fine Settembre.

 

Si ringraziano MORE e, come sempre, l’Ufficio Stampa Conza.

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