Stefanelli: “Il mainstream di oggi è la conseguenza di una scena indie consapevole, che ha surclassato in modo dirompente gli schemi ed ha preso con prepotenza un posto nella musica che conta”

Stefanelli torna, dopo il debutto con “Controcorrente“, con “Rondo’“, il suo nuovo singolo, brano che lo riconferma, per minuzia di liriche e testi, come una delle penne più interessanti del nuovo panorama musicale italiano.

Ieri abbiamo avuto il piacere di intervistarlo; di seguito, quanto di ha raccontato.

Stefanelli – Intervista.

Ciao, grazie per questa intervista e benvenuto! Come stai, all’alba di questo ritorno con “Rondò”?

Ciao e grazie a voi. “Io sto bene, io sto male, io non so come stare” credo sia una risposta più che esaustiva. Sono comunque molto emozionato. “Rondò” è stato uno dei brani più apprezzati durante il _reset festival 2020 e poterlo pubblicare oggi mi rende felice.

Ma insomma, si può dire che per Stefanelli l’amore è un po’ un rondò, una festa la cui direzione del ballo la decide il caso?

No no, la direzione la sceglie la dama, mica il caso. La dama può essere qualsiasi cosa di cui tu ti sia infatuato, come l’arte, la musica o la vita. Seguire queste cose ti fa muovere in modo armonico con tutto il resto, un po’ come nella danza.

Come si fa a “scintillare”? Nel brano, utilizzi quest’immagine potente in riferimento (autobiografico?) alla coppia di ballerini.

Nel mio caso la dama esiste davvero e lei brilla di una luce nuova che non conoscevo. Siamo degli ottimi ballerini.

Interessante il modo in cui hai agito sul mix del brano: l’effetto della voce e l’intera produzione artistica sembrano ammiccare ad una poetica lo-fi, di cui sembravi aver già espresso il mantra centrale in “Controcorrente (“la bassa qualità/lo specchio della mia onestà”). Esiste, in questo senso, una scelta quasi etica nel voler produrre la tua musica in questo modo?

È una scelta radicale poco incline al compromesso. Con Massimo De Vita (Blindur), che mi ha aiutato nella produzione, abbiamo riflettuto a lungo su tutto questo ed alla fine siamo a giunti alla conclusione che un’immagine integra e coerente vale molto di più di un prodotto HI FI vuoto.

Cosa ne pensi del mainstream d’oggi? Ad un primo ascolto dei tuoi brani, emergono chiare influenze della prima scuola (poi) mainstream, a partire da I Cani per arrivare ad Officina della Camomilla. Cosa è rimasto di tutto questo furore creativo, nel mainstream di oggi?

Il mainstream di oggi è la conseguenza di una scena indie consapevole, che ha surclassato in modo dirompente gli schemi ed ha preso con prepotenza un posto nella “musica che conta”. Mi è sembrata quasi una lotta di classe. Niccolò Contessa ha guidato in modo silenzioso tutto questo ispirando tantissime persone. Io lo ringrazierò sempre.

Quando ti potremo vedere dal vivo? C’è qualcosa in cantiere?

L’edizione del _reset festival di quest’anno è stato il battesimo di fuoco. Lì abbiamo suonato per la prima volta questi brani con la formazione che mi accompagnerà per le prossime date e che vede me alla voce ed al basso, Eugenio Fabiani alla batteria e Marco Balestrieri ai synth, sampler ed alla chitarra. Saremo la band spalla del DPCM Tour dei Blindur, che partirà in questi giorni e che toccherà le maggiori città italiane fino a fine anno. Ci sarà modo di beccarci.

Ultima domanda: ma questo primo disco, arriva o non arriva?

Bisogna avere solo molta pazienza.

 

Si ringraziano Stefanelli e, come sempre, l’Ufficio Stampa 19 Media Agency.

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