The Blind Monkeys: “Chiunque abbia fatto musica, anche solo con un telefono, portando magari per qualche minuto lo spettatore in casa sua, si può dire abbia creato qualcosa di nuovo e piacevole”

Ieri abbiamo scambiato quattro chiacchiere con i The Blind Monkeys, band milanese che ha recentemente pubblicato il debut album “Argini“, un nuovo capitolo musicale che traccia un prima ed un dopo, una gavetta fatta di concerti ovunque e cover.
Un disco personale, intenso e di un rock primordiale che avevamo dimenticato.

The Blind Monkeys – Intervista.

Ciao ragazzi, grazie per questa chiacchierata. Leggiamo nella vostra biografia che vi siete formati nel 2016, ma non come. Avete voglia di raccontarci com’è andata?

Ciao e grazie a voi! Possiamo dire che è stato un po’ il caso ad unirci. La band era esistita con formazioni differenti ed in modi differenti, ma solo con un po’ di insistenza di Paolo, il chitarrista, ci siamo trovati casualmente tutti insieme e ha funzionato.

Come mai la scelta del nome “The Blind Monkeys”?

Come abbiamo già detto in qualche precedente intervista, le cose a volte capitano, questo nome ce lo siamo trovato da un vecchio gruppo con un’altra formazione ed in simbolo del fatto che non sempre le cose sono sotto controllo e che ormai il nome era quello, abbiamo deciso di non cambiarlo. Non ha quindi un significato in sé, ma per com’è andata ne abbiamo trovato uno. Bella, ci sta!

Usciamo da un drammatico periodo di quarantena, in cui, diversi artisti, alcuni anche celebri, si sono impegnati per riempire il web di contenuti musicali e sviare in qualche modo l’attenzione per la mancanza di concerti. Avete visto qualcosa di particolarmente interessante? Avete fatto qualcosa anche voi in tal senso?

Per quanto per noi la musica dal vivo sia tutto, sia la massima espressione della sensibilità e della comunicazione, ci sono state certamente numerose iniziative interessanti. Le iniziative della Red&Blue di Marco Stanzani, con dirette e interviste, i video di Roger Waters, che alla sua età è stato tra i primi a sapersi subito muovere. Tutto sommato chiunque abbia fatto musica, anche solo con un telefono, portando magari per qualche minuto lo spettatore in casa sua, si può dire abbia creato qualcosa di nuovo e piacevole. Noi abbiamo cercato di agire allo stesso modo, con qualche video in acustico registrato a distanza, non senza qualche difficoltà.

 Com’è stata la vostra collaborazione con Luca Liviero? Come siete entrati in contatto? In che modo vi ha influenzato?

Siamo entrati in contatto con lui tramite Peppino D’Agostino, celeberrimo chitarrista acustico (compositore con Stef di Stammi Vicino per Vasco, tra le altre cose), che abbiamo la fortuna di conoscere grazie a Paolo, che è suo allievo. Dopo avergli inviato la registrazione casalinga del nostro primo brano, “Teco“, si è mostrato subito interessato. È stata la prima persona a credere in noi e forse quello che, insieme ad Alessandro Gaudimundo, ci ha aiutato di più. È stato quello che ha deciso di investire in noi tempo e risorse, cosa ormai assai rara, prendendoci sotto la sua ala. Ci ha raddrizzati e plasmati, tirando fuori quello che avevamo dentro, e continua a farlo!

Quali sono le vostre influenze musicali?

Certamente Pink Floyd, Led Zeppelin e mille altre band anglosassoni per quanto concerne il sound; per i testi, Tenco e prog anni ’70 italiano, primo fa tutti il Banco del mutuo Soccorso. Ovviamente poi i sono la radio e Spotify, li accendi ed ogni volta è uno spunto diverso: dai grandi del pop mondiale contemporaneo a Vasco Rossi.

Ultima domanda: progetti per il futuro?

3 serate Sold Out a San Siro, magari… Ci limiteremo ad un piccolo tour in continua evoluzione, per ora. Siamo partiti da Compiano, in provincia di Parma, il 12 Settembre, poi saremo il 27 Settembre siamo al Piroka a Toscolano-Maderno in provincia di Brescia e stiamo organizzando una serata di presentazione al SAM di Milano in Via Mecenate e due live in locali milanesi: Distreat e Café Popolare, oltre che un concerto a Bollate, uno a Milano ed altre proposte che andiamo via via considerando.

 

Si ringraziano i The Blind Monkeys e, come sempre, l’Ufficio Stampa RedBlue.

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