Carme: “Pensare che qualcuno possa ritrovarsi in quanto ho scritto, per me è molto importante”

Carme ha da poco pubblicato “Nobody“, il suo singolo di debutto, accompagnato dal videoclip ufficiale, di cui vi abbiamo parlato in questo articolo.

In occasione dell’uscita del brano, l’abbiamo intervistato.

Carme – Intervista.

Quando e perché Filippo diventa Carme?

Filippo è sempre stato Carme, semplicemente non sapeva ancora di chiamarsi così. Scrivere canzoni per me è un processo abbastanza solitario, in passato, però, arrangiavo i brani insieme ad una band. Circa un anno e mezzo fa ho composto le tracce che avrebbero formato il mio primo EP e il nome Carme mi si è materializzato davanti agli occhi tramite un vecchio barattolo di burrocacao di mio nonno “CARMEX”. E’ stato in quel momento che il progetto ha cominciato a prendere una forma concreta. La mia esigenza era quella di iniziare a fare sul serio, scegliendo la musica come strada principale.

“Nobody” è il tuo primo singolo. Come definiresti questa canzone?

Un inizio e una liberazione. La pubblicazione era il mio primo piccolo grande traguardo e averlo raggiunto ha decretato il vero anno zero di Carme. “Nobody” è come una foto, la guardo e penso a quante cose sono cambiate nel giro di poco più di un anno. Nello scatto sono immortalate delle emozioni e una situazione che penso tutti, in qualche modo, abbiamo provato sulla propria pelle. Poter quindi condividere la mia versione ha un grande significato, ma sopratutto poter pensare che qualcuno possa ritrovarsi in quanto ho scritto, per me è molto importante.

Possiamo dire che nel video i protagonisti sono due: tu e la tua città, Milano. Come mai questa scelta?

Io e Pietro Piras, l’amico con cui ho realizzato il video, avevamo in mente fin da subito chi sarebbero stati i protagonisti. L’idea principale era quella di creare un parallelismo tra il senso di solitudine descritto nella canzone e il senso più esteso di smarrimento che si può provare all’interno di una metropoli. Poter raccontare però anche la quotidianità e i momenti intimi della vita nella città, mi ha permesso di contestualizzare il brano nell’ambiente e nelle sensazioni in cui è nato. Poi Milano è la città in cui sono nato ed in cui vivo, è la mia casa, ho pensato fosse importante farle giocare un ruolo importante nel videoclip del mio primo singolo.

Nella tua biografia racconti di essere cresciuto con l’alternative rock e l’R’n’B. Quali artisti ti ispirano maggiormente?

Gli artisti che mi ispirano cambiano in continuazione, o forse si sommano uno all’altro. Quelli più rilevanti che hanno segnato anche periodi precisi nella mia vita sono sicuramente The Smiths e Frank Ocean. I primi per le linee vocali di Morrisey, le chitarre di Marr ed in generale il mood malinconico delle loro canzoni; il secondo per il modo di approcciarsi al songwriting sempre originale e a volte assurdo.

Quanto ti emoziona vedere “Nobody” su tutti i digital store e sapere che potenzialmente tutti lo possono ascoltare?

E’ una sensazione grandiosa. Per qualche settimana è stato abbastanza surreale, non sembrava vero di vedere il mio nome nella barra delle ricerche dove cercavo solitamente gli artisti che mi piacciono. Una volta su Spotify ho capito che avevo iniziato ad esistere davvero e che chiunque avrebbe potuto ascoltare quello che faccio. Poter condividere in modo così diretto il proprio lavoro con le persone è una grande  opportunità.

Ultima domanda: consiglia ai nostri lettori un film e un libro che, secondo te, si abbinano perfettamente a “Nobody”.

Non sono sicuro che si abbinino perfettamente alla canzone, ma posso consigliare un film e un libro che mi hanno ispirato. Il film è “Eternal Sunshine of the spotless mind” di Charlie Kaufman e Michel Gondry, mentre il libro è “Fiesta: the Sun also rises” di Hemingway. Sono entrambi due lavori che ho visto e rivisto, letto e riletto. Ogni volta, però. mi regalano emozioni nuove, ci trovo dentro risposte e domande nuove.

 

Si ringrazia Carme e, come sempre, l’Ufficio Stampa 19 Media Agency.

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