Cioffi: “La musica deve essere atemporale, semplicemente vera”

Anima Fragile” è il singolo d’esordio di Coffi, nome d’arte di Andrea Cioffi, cantautore salentino classe 1996, che sarà in rotazione radiofonica da venerdì 29 Maggio.

Già celebre sui Social per la sua capacità di combinare e fondere pop, cantautorato classico italiano e rap, Cioffi è stato notato ed apprezzato da alcuni dei più grandi nomi del panorama musicale italiano, che gli hanno dato l’opportunità di aprire i loro concerti (Fabrizio Moro, Le Vibrazioni, Antonio Maggio e Pierdavide Carone).

“Anima fragile” è un brano con il quale l’artista si rivolge ai suoi coetanei, quei giovani che lo stesso artista definisce come “i ragazzi della gente” e che descrive come “bambini ormai già grandi” ed “anime fragili: forti e consapevoli dei loro mezzi, ma allo stesso tempo, pieni di bisogni e di incertezze”.

In occasione dell’uscita del brano, abbiamo avuto il piacere di intervistarlo.

Cioffi – Intervista.

Ciao Andrea! Partiamo dal nome: come mai hai abbandonato quello proprio e mantenuto solo il cognome?

È stata una scelta più naturale di quanto si possa pensare. Avendo un nome estremamente comune, ovvero Andrea, tutti i miei amici mi hanno sempre chiamato con il mio cognome, Cioffi, sin da quando ero bambino. Inizialmente non mi piaceva molto, anzi, detestavo venir chiamato così. Con il passare del tempo, però, ho iniziato a trovarlo simpatico, e ad oggi lo sento ancora più mio, così ho deciso di chiamarmi così come mi chiamano tutti, da sempre, Cioffi.

“Anima fragile” è il tuo singolo di debutto. Che storia vuoi raccontare? Che messaggio vuoi far arrivare alla gente con questo brano?

Mi piacerebbe raccontare la storia un po’ di tutti i ragazzi della mia generazione e non, della gente che lotta o ha lottato in passato per i propri obbiettivi e ideali e non si ferma davanti agli ostacoli della vita. “Anime fragili” perché in lotta con noi stessi, in un turbinio di emozioni e sensazioni interne perenni. Amo le persone che se ne fregano dei pregiudizi e rincorrono i loro sogni, che nella canzone immagino come il raggiungimento di un’altra vetta da dove si può godere della vista più bella di tutte ovvero la figura di un tramonto

Nella canzone parli di Biagio Antonacci, Vasco Rossi e Luciano Ligabue… Chi sono i tuoi riferimenti musicali?

Diciamo che mi piace ascoltare di tutto e prendere esempio sia dai grandi artisti del momento che da quelli del passato, amo per lo più i cantautori di qualche anno fa, sicuramente nel brano cito alcuni dei miei artisti preferiti, ma le ispirazioni in questi anni sono state veramente tante e fare solo qualche nome sarebbe riduttivo. Altresì, spero di costruire una mia identità ben definita con il passare del tempo.

Ne siamo certi! Riguardo alla musica del giorno d’oggi, ti senti rappresentato dall’attuale mercato discografico e da ciò che si sente in giro, nelle classifiche degli ultimi anni?

Mi rendo conto che il tipo di musica che propongo è un po’ meno immediato, essendo privo di suoni “moderni” e sintetici, ma essendo un lavoro completamente “suonato”, pieno di strumenti veri e classici, quali chitarre, fiati, pianoforti ecc. Sono in pochissimi a proporre questo tipo di sound, ma alla fine credo che ognuno abbia un modo personale di interpretare la propria musica, che deve essere atemporale e priva di ogni tipo di imposizione discografica o commerciale. Semplicemente vera.

Non possiamo che essere d’accordissimo con te! Concludiamo questa piacevole chiacchierata con un motto, con la frase che Cioffi vuole dedicare ha chi ha iniziato ad ascoltare la tua musica.

“Siete solo frasi fatte voi ragazzi del 21, ma guardateci più a fondo e dentro troverai poesia”, una frase dedicata a tutti quei “bambini ormai già grandi” che vivono nel Ventunesimo Secolo con la voglia di lottare e perseguire i propri sogni. Facciamo vedere ciò che abbiamo dentro e prendiamoci il mondo esterno.

 

Si ringraziano Cioffi e, come sempre, l’Ufficio Stampa di Luca Giudice e Daniela Turchetti per la collaborazione.

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