Jaqueline: “Esplorare con la musica per me è fondamentale”

Come anticipato in questo articolo, lo scorso 05 Giugno è uscito “Arizona” (Ore25/Marte Label/Artist First), il nuovo singolo di Jaqueline.

Si tratta della sua seconda release, che fa seguito al brano di debutto “Game Over” (di cui vi abbiamo parlato qui, in occasione dell’uscita del videoclip).

Ieri abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con la talentuosa e grintosa artista.

Jaqueline – Intervista.

Ciao Jaqueline! Com’è nata “Arizona”?

“Arizona” è nata sperimentando accordi, suoni ed improvvisando versi vocali con lingue maccheroniche. In un successivo momento, ho presentato il pezzo alla mia produzione, Ore25 ed insieme abbiamo consolidato tutta la struttura. Semplicemente è una canzone che è nata da sola. Dettata dalla voglia di raccontarmi e di raccontare determinate cose che ho vissuto e che sento dentro. Il titolo “Arizona” è dettato da una mia personale visione, un flashback che durante il flusso di creazione ha dato credibilità al mood ed al clima che il pezzo trasmette, quella piccola licenza personale per poter dire: la mia fantasia esiste.

C’è un collegamento tra “Game Over” ed “Arizona”?

Certo che c’è. “Game Over” parla di come vivo i miei stati d’animo quando cerco di catapultarmi in un mondo completamente nuovo e tecnologico. E’ frutto di un pensiero, un qualcosa che mi ha attraversato e che ho trasformato in musica. Rappresenta un flash, la fine di un futuro ormai passato ed un inizio che stiamo già vivendo. Facciamo sempre un passo verso qualcosa di nuovo. “Arizona” parla di un’impulsiva presa di posizione, basata sulle scelte personali e di come questo mondo cambi da un momento all’altro. L’amore, la gelosia che a volte porta alla follia, la passione per la propria terra. Un altro bel tratto del mio percorso di vita. Il collegamento sta proprio nel concept: sono sempre io la protagonista della scena, ma in “Arizona” emerge la passione, il coraggio e la rivalsa per ricominciare, anche se un po’ fragile, impaurita e combattuta, ho il coraggio tra le mani, la speranza di vivere questo nostro presente forse meglio di prima.

Quanto è importante per te esplorare con la musica e con i testi dei tuoi brani?

Fondamentale. Sono poche le serate che trascorro senza musica o senza creare qualcosa… spesso mi ritrovo a creare e ricercare suoni, che poi danno alla mia musica lo stile ed il sound che mi identifica. La maggior parte dei testi delle mie canzoni sono dettati dall’istinto, dal momento, dalla voglia ed il bisogno di dire determinate cose… Quindi non ricerco testi dal nulla, sono quasi sempre inspirati da un qualcosa che mi ha colpito, una storia che ho vissuto in prima persona od anche solo quello che ha sfiorato i miei pensieri.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Il mio album. Durante il periodo di lockdown ho scritto molto ed al momento sono molto concentrata sulle canzoni nuove che devo registrare. Faremo un viaggio verso altri continenti, viaggerò e scoprirò la bellezza che c’è nel cammino di un viaggio fatto con la fantasia, ma non solo. Mi sono messa completamente a nudo e ho cercato di dare tutte le mie energie in ogni singolo pezzo. Sentirete una Jaqueline forte, ma anche fragile, piena di energia ma anche stanca, delusa, emarginata, con le proprie debolezze, paure e desideri di plastica che si infilano nella mente… Anche se tutto può sembrare diverso e non può avere un senso, basta innescare le voglie più represse che abbiamo in ognuno di noi.

A quali artisti ti ispiri?

Tanti. Senz’altro negli anni ho studiato e cercato di capire i vari stili di molti cantanti come Michael Jackson, Lady Gaga, Alanis Morissette, Alicia Keys, Aretha Franklin, Madonna… però ascolto anche molta musica indipendente.

 

Si ringraziano Jqueline e, come sempre, l’Ufficio Stampa Parole & Dintorni.

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