Nebbioso: “Noi tutti abbiamo la forza ed il diritto di annientare i mostri che ci governano, ma questo richiede una consapevolezza che va coltivata”

Profondo Sonno” (di cui vi abbiamo parlato qui), è il nuovo singolo di Nebbioso (pseudonimo di Davide Sciacchitano), estratto dall’album “Nebbiosa“, un progetto artistico molto accurato, che ci siamo fatti raccontare direttamente dall’artista.

Nebbioso – Instervista.

Ciao Davide e grazie per questa intervista! Ci vuoi raccontare chi è Davide Sciacchitano e come si trasforma in “Nebbioso”?

Ciao ragazzi e grazie a voi! Bella domanda…Davide Sciacchitano è un uomo come tutti gli altri, che nel mezzo del cammin della sua vita ha sentito il bisogno di dar vita ad un personaggio, una ragazza di nome Nebbiosa che vive nella città-prigione di TreSeiZero e deve decidere cosa fare della sua vita: vivere come tutti i suoi concittadini, oppure rompere letteralmente il muro-schermo costruito dal padre, sindaco della città? Nebbioso è lo pseudonimo che ho scelto per questo progetto, forse ho avuto bisogno di dimenticarmi di Davide Sciacchitano ed essere qualcos’altro per sentirmi più libero.

Come nasce il progetto “Nebbiosa”?

Nasce circa cinque anni fa, con appunti, ritagli, frammenti e pian pian prende forma sempre più definita contaminandosi progressivamente con la vita e con la morte, che è parte della vita. Tutto si è trasformato nell’esigenza di dare forma ad un paesaggio sonoro che avevo in mente e che dovevo assolutamente dipingere in suoni, un paesaggio sicuramente un po’ cupo e…nebbioso, nel quale volevo avvolgermi, nascondermi. E’ diventata un’esigenza talmente forte che ad un certo punto ho chiesto aiuto ad amici musicisti come Michela Grena, voce di Nebbiosa ed è diventata una mia ossessione.

Nell’album sono coinvolti molti altri artisti. È stato complicato lavorare sul disco coordinando storia e collaborazioni?

Sì, sono coinvolti una quindicina di artisti, tutti professionisti straordinari a cui devo molto. E’ stato complesso far quadrare il cerchio, registrando in diversi momenti, in diversi luoghi… Mentre invece coordinare storia e collaborazioni non è stato difficile. Ho immaginato che ogni strumento fosse protagonista della narrazione, che non è fatta solo di parole.

Perché hai scelto “Profondo sonno” come primo singolo?

Mi sembra uno dei pezzi più completi, pur nella sua essenzialità, uno dei pezzi più equilibrati, pur nel suo squilibrio. Di certo è il più politico, il più lirico e melodico, un punto cruciale della vicenda di Nebbiosa, che qui si trova di fronte al padre, mostrandosi cresciuta e pronta ad agire in autonomia, mantenendo una dolce e ferma freddezza: l’assedio inizi/veniamo a prenderti/sarai punito senza processo/hai scritto leggi e alzato fruste/giustizia è far scelte giuste. Voglio dire che noi tutti, se non siamo addormentati ed intorpiditi dal potere dei media, abbiamo la forza ed il diritto di annientare i mostri che ci governano, ma questo richiede una consapevolezza che va coltivata.

Le ispirazioni del concept dell’album sembrano fantascientifiche, eppure in realtà nasce tutto da Pasolini: puoi spiegarci meglio?

Pasolini è stato fonte di ispirazione con il suo testo “La Nebbiosa”, in cui racconta di una Milano violenta di fine anni ’50. La descrizione della città è secondo me qualcosa di straordinario, un film senza essere film. Credo che la città di TreSeiZero assomigli molto a quella Milano.

Anche l’anniversario della caduta del Muro di Berlino ha un’attinenza con il disco, sbaglio?

Ho fatto di tutto per riuscire a pubblicare l’album il giorno esatto del trentesimo anniversario della caduta del Muro, evento che mi colpì molto da ragazzino: a TreSeiZero accade qualcosa di molto simile: le persone in festa per la fine di un incubo. Ma sarà veramente la fine?

Ultima domanda: progetti futuri?

Sto lavorando ad una serie di video sull’album e ad uno spettacolo di presentazione. Ed allo stesso tempo, al mio prossimo disco.

 

Si ringraziano Nebbioso e, come sempre, l’Ufficio Stampa Level Up.

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