Rancore porta “Musica Per Bambini” all’Alcatraz di Milano

“Musica per bambini” è il quarto album in studio di Rancore, nome d’arte del rapper romano Tarek Iurcich, pubblicato lo scorso 1° Giugno.

29 anni, una gavetta iniziata a 14 con i primi testi, ma soprattutto, una palpabile esigenza di scrittura e di raccontarsi.

E “Musica per bambini” è anche il nome della tournée di supporto al disco, tournée che ieri sera è approdata all’Alcatraz di Milano con la penultima tappa, facendo segnare il “tutto esaurito”.

Un viaggio nel mondo di Rancore, un mondo complesso, fatto di rime, sentimenti, ricordi, speranze, ma soprattutto di musica e parole. Quelle parole scandite perfettamente dal flow impeccabile dell’artista romano, quelle parole mai scontate, quelle parole che arrivano dritte e dirette alle orecchie ed all’anima dell’ascoltatore. Ed una musica che è tutt’altro che per bambini, ricolma di significati profondi, riflessioni intime e scorci di vita personali.

Tra il pubblico, adolescenti, ragazzi, ma anche molti adulti; alcuni appassionati dal talento del giovane artista fin dal primo disco, altri, rapiti dalla sua scrittura, dalla sua metrica e dalle sue interpretazioni, in seguito alla sua partecipazione allo scorso Festival di Sanremo, dove è salito sul palco dell’Ariston insieme a Daniele Silvestri con il brano “Argentovivo” (brano vincitore di tre premi: Premio della Critica “Mia Martini”, Premio della Sala Stampa Radio e Tv “Lucio Dalla” e Premio Miglior Testo “Sergio Bardotti”).

L’ingresso della band mascherata da il via al concerto, band che lo stesso Rancore chiama “OrQuestra”, con la Q, quella lettera a lui tanto cara (richiamata, per esempio, nel brano “La morte di RinQuore”).

Poi eccolo arrivare, accolto dal calore del suo pubblico.
Una carica esplosiva ed il desiderio palpabile di esprimersi attraverso i suoi brani.

Si comincia con “Underman”, “Arlecchino” e “Centro Asociale”, poi “Giocattoli”, “Beep Beep” e “Questo pianeta”, fino ad arrivare alla favola moderna, una vera poesia in musica, come “Sangue di Drago”.

Quello di Rancore è uno show che punta i riflettori sulla parola e racconta il disagio, la non comunicazione contemporanea, le difficoltà che si riscontrano nel crescere e diventare adulti nella società moderna, in tutti i suoi cliché, in tutte le sue limitazioni.

Si affrontano tematiche importanti, tematiche spesso difficili da raccontare senza incappare nella banalità o nel moralismo, tematiche che il rapper narra invece in maniera egregia, con una grinta, un’energia, un’attitudine al palco ed un desiderio di dar voce ai suoi pensieri, difficili a spiegarsi.

Atmosfere, luci, ma soprattutto emozioni e stati d’animo differenti; uno spettacolo vero, un’esposizione accurata dell’universo di Rancore, uno show in cui l’arte del rap torna protagonista, lontano anni luce da superficialità e banalità, da spettacoli messi in piedi solo per attirare pubblico.

Dal clima cupo ed inquietante di “Tufello” a quello carico di energia di “Disney Inferno”, passando per alcuni featuring, come “Poeti estinti”, “Il meglio di me” e, chiaramente, “Argentovivo”.

In ogni brano c’è il desiderio di esprimersi e di essere ascoltato, capito, quello stesso desiderio che risuona nell’animo di tutti noi, almeno una volta nella vita.

Nel corso del concerto, una voce femminile meccanica guida dal ledwall l’ascoltatore, in un percorso, in un viaggio, un viaggio in cui quella voce meccanica rappresenta la società del controllo, controllo dei nostri pensieri, delle nostre abitudini, delle nostre vite, che, in questo caso, ci sorveglia tramite i giocattoli; un viaggio dove il pubblico, alla fine dello show, grazie al “casino”, al calore, riesce a sconfiggere quella voce, quelle imposizioni e quel controllo, salvando se stesso e l’artista.

Brano dopo brano, Rancore porta gli spettatori in una dimensione di riflessione sul mondo e su se stessi, rendendoli completamente partecipi e spronandoli, tramite i testi, a ragionare su quanto accade dentro e fuori di noi.

Dopo la classica uscita di scena ed il rientro sul palco, Rancore regala ai presenti un momento magico. E’ la voglia di ringraziare il suo pubblico, tanto da mettersi a nudo l’animo, raccontando stralci di vita molto personali ed intimi, tanto da commuovere.
Il racconto di un “labirinto di carta”, il racconto di quanto la Musica possa salvare la vita, di quanto il potere della scrittura possa riempire l’anima così come la penna riempie un foglio bianco, ma allo stesso modo, il racconto di quanto un foglio vuoto, possa far percepire il vuoto dentro. E si alzano muri, pareti, castelli e labirinti, appunto.
Labirinti da cui è possibile uscire solo dalla stessa porta e nella stessa maniera in cui si è entrati; in questo caso, tramite e con la Musica.

“Musica per bambini Tour” – La Scaletta:

  1. Intro + Underman
  2. Arlecchino
  3. Centro Asociale
  4. Giocattoli
  5. Beep Beep
  6. Questo pianeta
  7. Sangue di drago
  8. S.U.N.S.H.I.N.E.
  9. D.A.R.K.N.E.S.S.
  10. Disney inferno
  11. Tufello
  12. Buonanotte
  13. Il meglio di me
  14. Poeti estinti
  15. Argentovivo
  16. Depressissimo
  17. Skatepark
  18. E’ meglio senza

A questo link, altri scatti della serata dalla nostra galleria Facebook.

 

Si ringrazia l’Ufficio Stampa di Big Time per la disponibilità e l’Alcatraz di Milano per l’ospitalità.

Potrebbe interessarti ...

0

Rispondi