Tre Allegri Ragazzi Morti: le date del tour ed il racconto track by track di “Sindacato dei sogni”, il loro nuovo album

Pic by Ilaria Magliocchetti Lombi

Il prossimo 23 Febbraio partirà il tour di presentazione di “Sindacato dei sogni”, il nuovo album dei Tre Allegri Ragazzi Morti.

Queste, le date:

23 Febbraio: Senigallia (AN) @ Mamamia
02 Marzo: Padova @ CSO Pedro
08 Marzo: Brescia @ Latteria Molloy
09 Marzo: Livorno @ The Cage
15 Marzo: Santa Maria a Vico (CE) @ Smav
16 Marzo: Conversano (BA) @ Casa delle Arti
22 Marzo: Trieste @ Teatro Miela
23 Marzo: Bologna @ Estragon (prevendite acquistabili su TicketOne, a questo link)
29 Marzo: Roncade (TV) @ New Age (prevendite acquistabili su TicketOne, a questo link)
30 Marzo: Lugano @ Studio Foce
05 Aprile: Torino @ Hiroshima Mon Amour (prevendite acquistabili su TicketOne, a questo link)
06 Aprile: Ravenna @ Bronson
13 Aprile: Arezzo @ Karemaski
16 Aprile Milano @ Alcatraz (prevendite acquistabili su TicketOne, a questo link)
18 Aprile: Roma @ Monk
27 Aprile: Genova @ Balena Festival

Pic by Ilaria Magliocchetti Lombi

Poche ore fa, il trio ha pubblicato il videoclip ufficiale del loro nuovo singolo, “Una ceramica italiana persa in California”.

Decima traccia di “Sindacato dei sogni”, “Una ceramica italiana persa in California”, è un brano fuori scala, in tutti i sensi, che ben rappresenta la natura psichedelica dell’intero lavoro. Dodici minuti di musica strumentale ipnotica, un’invenzione ritmica che all’interno ha una vera e propria canzone. Il titolo descrive la ceramica dei tre gattini della copertina dell’album, ritrovata appunto in California dopo una ricerca in rete, e sintetizza l’intero sound del nuovo disco. Il videoclip, realizzato dal regista Marco Pavone, è un vero e proprio cortometraggio tratto dalla serie “Tropico”, un racconto dark sulla natura umana in dodici episodi, ispirato alla filosofia di Darwin e Freud. Un mondo di personaggi in lotta per la sopravvivenza anima la foresta, violenta e oscura, vera protagonista della storia.

Di seguito, la tracklist ed il racconto track by track dell’album.

“Sindacato Dei Sogni” Tracklist:

  1. Caramella
  2. Calamita
  3. C’era un ragazzo che come me non assomigliava a nessuno
  4. AAA Cercasi
  5. Accovacciata gigante
  6. Bengala
  7. Mi capirai (solo da morto)
  8. Difendere i mostri dalle persone
  9. Non ci provare
  10. Una ceramica italiana persa in California
  11. Con i bengala in cielo (Bonus Track)

Pic by Ilaria Magliocchetti Lombi

“Sindacato Dei Sogni” Track by Track.

Caramella. Primo singolo del disco, uscito il giorno di Halloween 2018. Brano esplicitamente psichedelico. Venti parole in tutto in un testo ispirato al poeta livornese Caproni e alle dichiarazioni di Iggy Pop, che incitano appunto a fare brani con non più di venti parole. Sostenuto da una chitarra fuzz e arricchito dal Fender Rhodes di Bologna Violenta.

Calamita. Singolo di presentazione del nuovo disco. Con Bengala e Caramella, Calamita completa i nomi dei tre gattini in copertina. Ritorno al sound originale dei tre allegri. Beat anni ‘60, testo visionario e ironico per descrivere una città della provincia italiana. Ancora Pordenone al centro dei racconti del gruppo mascherato, un ritratto visivo e un canto di amore per chi torna ai luoghi delle proprie origini.

C’era un ragazzo che come me non assomigliava a nessuno. Schizzo autobiografico sulla realtà di un ragazzo degli anni ‘80. Ricostruito sul sound della tradizione della wave del Great Complotto pordenonese, arricchito dalla chitarra sognante di Matt, dal sax incontenibile di Francesco Bearzatti, e del Fender Rhodes di Nicola Manzan. Tutta la titanica decisione di diventare se stessi in quattro minuti di canzone.

AAA Cercasi. Ritratto ironico e accorato di una figura femminile libera e autodeterminata. Filastrocca indimenticabile di ambiente rock east cost, con tanto di riff di armonica a bocca suonata da Matt Bordin.

Accovacciata gigante. Viaggio psichedelico senza precedenti nella discografia del gruppo sostenuto da due testi scritti rispettivamente da Mattia Cominotto (Od Fulmine) e Davide. La prima parte racconta lo stupore della vita negli occhi di un uomo che osserva la sua compagna in una giornata al mare e, sullo sfondo, una catastrofe che ridimensiona la vita. Nella seconda parte una digressione psichedelica scritta da Davide dove le visioni si sovrappongono e si inseguono in qualcosa che ammicca ai Pink Floyd della prima ora.

Bengala. Struggente paesaggio postbellico arricchito da una fantastica session di archi guidata dal fuoriclasse Davide Rossi. In perfetto stile Tre allegri, il brano è accompagnato da un video incredibile.

Mi capirai (solo da morto). Brano bandiera, ripetitivo e danzereccio. Ironica denuncia ad un ipotetico ascoltatore incapace a capire completamente la forza innovativa, ormai ventennale del gruppo di Pordenone.

Difendere i mostri dalle persone. Lo stupore della perdita, la sicurezza di una presenza comunque costante in questo emozionante brano, dritto come il rock blues degli AC/DC e poetico come le più riuscite canzoni dei Tre allegri. Le ispiratissime parole sono di Mattia Cominotto (Od Fulmine)

Non ci provare. Ballata psichedelica sulla libertà e contro la paura che oggi condiziona le relazioni umane. Davide dice che siccome molte delle sue canzoni si rivelano essere premonizioni, questa potrebbe portarlo in prigione.

Una ceramica italiana persa in California. Chiude il disco una incredibile song lunga dodici minuti, un intreccio ritmico di 3 su 4, una digressione prog con tanto di synth e arpeggiatori che contiene una canzone. Una canzone importante, con un testo sull’amore come solo i Tre allegri sanno scrivere. Per Davide la canzone preferita del disco intero.

Con i bengala in cielo (Bonus Track). Versione archi, armonica e voce di Bengala. Voluta da Davide per l’incontro con Davide Rossi. È diventata un classico il giorno della pubblicazione.

 

Si ringrazia come sempre l’Ufficio Stampa Big Time.

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