Inner Skin: “Lone Sleeper parla della mancanza di condivisione e della presa di coscienza di quanto sia un bisogno per l’essere umano”

Oggi vi presentiamo gli Inner Skin, band di nuova formazione (che nasce a cavallo tra il 2018 ed il 2019) e che vanta dalla sua uno stile preciso, potente, una purezza musicale ed un approccio quasi incantato e romantico alla musica, merito anche della voce di Alberto Frasson.

Di recente, hanno pubblicato un nuovo singolo, “Lone Sleeper” e ieri abbiamo avuto il piacere di intervistarli.

Inner Skin – Intervista ad Alberto Frasson.

Ciao Alberto, grazie per questa chiacchierata. Quali sono le difficoltà di un progetto in inglese in Italia?

Ciao, grazie a voi! La difficoltà è quella di non incontrare terreno fertile. Non vuole essere una critica ma la presa di coscienza di un dato di fatto. Lo sapevamo fin dall’inizio che sarebbe stato difficile, per cui ci stiamo muovendo per aprirci qualche possibilità all’estero.

La vostra è una formazione molto particolare, che in realtà prende spunto da più realtà geografiche. Avete voglia di farci un riassunto della storia degli Inner Skin?

La nostra band ha preso forma grazie ad una serie di eventi fortuiti scaturiti dal primo incontro con il nostro produttore artistico Fabio Trentini (Guano Apes, H-Blockx- Le Orme). E’ stato lui a farmi incontrare Giorgio Ranciaro (batterista e manager), che proprio in quel periodo si stava trasferendo da Amsterdam a Roma. Ci siamo subito trovati sulla stessa lunghezza d’onda per quanto riguarda il taglio da dare al progetto Inner Skin, e da li’ abbi- amo cominciato a cercare il resto dei componenti tramite inserzioni su portali dedicati. Abbiamo quindi incontrato Francesco Tripaldi (bassista) che ha messo a disposizione la sua grande esperienza sul campo. Al momento il nucleo e’ formato da noi 3, ma stiamo aspettando una risposta che potrebbe farci fare un bel passo avanti. Incrociamo le dita.

Quali sono le tue/vostre influenze musicali?

Personalmente ho ascoltato sempre tanto hard rock, partendo dai Pearl Jam, Soundgarden, Alice in Chains, Stone Temple Pilots. Poi A Perfect Circle, Motorpsycho, Sigur Ros, Deftones, Radiohead, Silverchair. Insomma, credo che questi gruppi mi abbiano dato un im- printing che mi porto dentro tuttora.

Veniamo da un drammatico periodo di lockdown in cui moltissimi artisti (anche molto importanti, come per esempio Nick Cave) hanno elaborato alcune soluzioni per restare presenti nonostante la mancanza dei live: dalle dirette ai brani sulla quarantena. Avete fatto qualcosa in tal senso? Avete visto qualcosa di particolarmente interessante?

In questo periodo complicato abbiamo cercato come tutti di sfruttare la tecnologia della rete per restare in contatto, anche se solamente in maniera virtuale. E’ stato molto bello vedere l’unione a distanza, la voglia di esserci nonostante tutto. Particolarmente toccante le immagini di una Piazza Navona deserta, avvolta dalle note della chitarra di Jacopo Mastrangelo mentre suona Morricone.

Di cosa parla “Lone Sleeper”, il vostro ultimo singolo?

“Lone Sleeper” parla della mancanza di condivisione e della presa di coscienza di quanto sia un bisogno per l’essere umano. Non e’ rivolta a nessuno in particolare, e’ un modo di dare forma ad una mancanza che in certi momenti pesa.

Thom Yorke o James Blake? E perchè?

Senza nulla togliere al fenomenale James Blake, dico Thom Yorke per una questione affettiva. Ha fatto da colonna sonora a tantissimi momenti della mia vita e sicuramente la sua genialità e profondità sono state davvero di ispirazione.

Ultima domanda: progetti per il futuro?

Siamo concentrati a tenere attivo il progetto, su più fronti. La realizzazione di un nuovo singolo, il videoclip di “Lone Sleeper”. Partecipiamo a Sanremo Rock ed abbiamo delle date nonostante la maggior parte degli impegni, quest’anno, sia stata cancellata causa COVID-19. Guardiamo molto all’estero. Abbiamo fatto submissions alla maggior parte degli showcase festival europei. Attendiamo fiduciosi.

 

Si ringraziano Alberto Frasson, gli Inner Skin e, come sempre, l’Ufficio Stampa RedBlue.

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