Ginez e il bulbo della ventola: “Esploriamo diversi generi musicali, sempre cercando di mantenere l’originalità della nostra proposta”

Ieri abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Ginez e il bulbo della ventola, band ligure di cui vi abbiamo parlato diverse volte nel corso degli ultimi anni, con due album alle spalle e diversi palchi calcati, tra cui quello del Club Tenco, che ha recentemente pubblicato il videoclip di “La vanvera” (video qui), terzo singolo estratto dal loro secondo album, intitolato “L’ultima cena” (qui il nostro articolo a riguardo). Un album interessante per sonorità e testi, testi in sui si racconta di feste, paesaggi, serenità e, soprattutto, di persone.

Ginez e il bulbo della ventola – Intervista.

Ciao ragazzi e grazie per questa chiacchierata. Due album alle spalle ed ottimi riscontri di pubblico e critica. Come nascono Ginez e il bulbo della ventola?

Ciao ragazzi e grazie a voi! Il progetto nasce tra il 2015 ed il 2016: nella sua versione embrionale, la band era composta da Ginez, Daniele Duchini e Gianni Licini. In seguito, la formazione è cambiata, al posto di Gianni è subentrato Roberto Ascoli alla batteria e, successivamente, Fabio Pollono alla chitarra solista. La band attualmente è composta da Ginez, Daniele Duchini, Roberto Ascoli, Aliano De Franceschi e Mario Cau.

Se vuoi”, Lampedusa” e “La vanvera” sono i tre singoli estratti da “L’ultima cena“, il vostro secondo disco, accompagnati dai rispettivi videoclip. Cosa accomuna i tre brani e quanto sono rappresentativi della band?

Sicuramente sono brani molto diversi tra loro, che confermano l’attitudine della band ad esplorare diversi generi musicali, sempre cercando di mantenere l’originalità della proposta. Forse è anche per questo motivo che non è facile catalogare Ginez e il bulbo della ventola in un unico filone di genere.

Sono brani nati dall’osservazione di alcuni episodi che vi hanno ispirato?

“Se vuoi” è una canzone autobiografica, dedicata ad una donna, “Lampedusa” è una canzone che guarda al sociale e alle difficoltà delle tragedie vissute nel mondo dell’immigrazione, infine, “La vanvera” è una canzone satirica che deride un certo tipo di società legata solamente alle apparenze.

Il ballo nel primo, il mare nel secondo ed il teatro nel terzo videoclip sono i protagonisti indiscussi delle vostre canzoni. Quanto è stato importante rappresentare al meglio le vostre canzoni in immagini tramite i video?

Quando ideiamo un videoclip cerchiamo di rappresentare in chiave artistica ed onirica il tema del brano che rappresenta. Cerchiamo di mettere in immagini quell’universo a noi caro che cerchiamo di far trapelare dalle nostre canzoni.

Arrivate da una scena indipendente molto interessante come quella ligure. Quali sono gli artisti del passato, nati nella vostra terra, che hanno influenzato di più la vostra linea stilistica?

Difficile dire se ci sia qualche artista ligure che ha maggiormente influenzato il nostro stile, di certo la musica d’autore, di cui la nostra terra è generosa genitrice, influisce sul nostro stile di comunicazione, aspetto che sfocia nei testi e nell’intenzione cantautorale.

Ed invece, ci sono artisti nazionali ed internazionali che hanno influenzato, stilisticamente la vostra linea artistica?

Senza ombra di dubbio ognuno di noi è stato influenzato da un genere musicale o da un artista in particolare, riteniamo che ciò che rende interessante la nostra proposta è proprio il fatto che tutti gli elementi del gruppo partecipano alla realizzazione dei brani condendoli con la propria personale cultura musicale, creando diverse dinamiche che caratterizzano i nostri brani.

Quali saranno i prossimi step?

In questo momento stiamo lavorando a nuovi brani e stiamo esplorando nuove espressioni musicali da proporre.

 

Ringraziamo Ginez e il bulbo della ventola e, come sempre, l’Ufficio Stampa di Salvatore Imperio.

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