Mavi Phoenix: nel videoclip di “Bullet in My Heart”, la ricerca di se stessi, contro ogni forma di omofobia

Con il videoclip del suo nuovo singolo “Bullet in My Heart“, Mavi Phoenix racconta in modo molto chiaro l’angoscia legata alla disforia di genere ed alla necessità, per un individuo, di ritrovare il corpo a cui appartiene, quale esso sia, quale ne sia la denominazione finale. Un processo difficile da affrontare, che merita di essere trattato con dignità e rispetto.

È con il singolo “Aventura“, campagna dello spot internazionale Desigual, che Mavi Phoenix si impone ad un pubblico mondiale, uscendo dai confini dell’Austria, dove vive, per iniziare un felice viaggio tra rassegne e festival di portata globale.

Un percorso intenso e complicato per la giovanissima Mavi.
Dalla campagna contro il cyber bullismo del singolo “Los Santos“, remixato in Italia dai Crookers, ad un vero e proprio outing che passa attraverso il video di “Ibiza“, nel quale dichiara di essere un’artista LGBT semplicemente usando le immagini unite alle parole del brano.
Le canzoni dei primi due EP, “Young Prophet I” e “Young Prophet II”, fanno il giro del mondo, mantenendo fede al suo stile rigorosamente DIY (così come la label che lei stessa ha creato, la LTT Records).

“Le questioni transgender – racconta Mavi -, si manifestano in momenti differenti in individui differenti.
La disforia di genere è l’angoscia che una persona prova come risultato del sesso e del genere che le sono stati assegnati alla nascita.
In questo caso, il sesso e il genere assegnati non corrispondono all’identità di genere della persona e la persona è il transgender.
Voglio lanciare un messaggio educativo sulla disforia di genere, che è qualcosa con cui lotto fin da quando sono piccola.
Ciò che probabilmente non è una cosa importante per chi si identifica come donna, per me lo è.
Ho provato a ignorare il mio genere per tutta la mia vita e non farne un grosso problema…ma per me non è più abbastanza.
Le persone fanno in fretta a fare supposizioni sugli altri, ma non hanno idea di quello con cui stanno combattendo.
Ho bisogno di essere onesta e togliermi questo peso dallo stomaco. Sono in un viaggio, alla ricerca di chi sono e di chi voglio essere. È un processo, e al momento qualunque pronome di ‘gender’ è ok per me.
Grazie, Mavi”

Mavi è stata cresciuta da sua madre a Linz, una pittoresca città sul Danubio, nella parte nord dell’Austria. Lei e sua mamma erano un team molto forte, compatto. “In our house, music was definitely something that was sacred.
Che fossero i dischi di Cyndi Lauper o Madonna, David Bowie o Queen of the Stone Age, Justice e N*E*R*D*, la cosa importante è che la musica è sempre stata casa.
Come giovane donna LGBT cresciuta in un ambiente conservatore, Mavi sogna da sempre la fuga in un mondo in cui possa sentirsi libera e questo sentimento è evidente nei suoi brani, che possono essere allo stesso tempo la colonna sonora perfetta per un’anima introspettiva in continua ricerca ed evoluzione, ma anche per un raver dedito ai party notturni.

Il primo EP a 17 anni, fatto con Ableton ed ora una label tutta sua, la LLT (Love Long Time), simbolo stesso della determinazione della giovanissima Mavi Phoenix a fare, ed essere, ciò che ama.

 

Si ringrazia come sempre l’Ufficio Stampa di Astarte Agency.

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