Irene Grandi parla di “Grandissimo”, il suo nuovo album

Pic by Marco Lanza

E’ disponibile da oggi, venerdì 31 Maggio, “Grandissimo“, il nuovo ed attesissimo album di Irene Grandi, di cui vi abbiamo parlato in questo articolo, che celebra i suoi primi 25 anni di carriera.

Suddiviso in tre capitoli, racchiude 5 canzoni inedite (Capitolo 0 – “INEDITA”), 6 tra i più grandi successi della cantautrice fiorentina in versione acustica – con la collaborazione di grandi nomi della musica italiana, quali Loredana Berté, Stefano Bollani, Carmen Consoli, Levante, Fiorella Mannoia e Sananda Maitreya aka Terence Trent D’Arby – (Capitolo 1 – “INSIEME”) ed altri 5 brani di grande successo di Irene, riarrangiati in una nuova veste elettronica (Capitolo 2 – “A-LIVE”).

Di seguito, la tracklist ed il racconto track by track dell’album.

“Grandissimo” – Tracklist:

CAPITOLO 0: INEDITA

01. Lontano da me
02. Quel raggio nella notte
03. I passi dell’amore
04. Sono qui per te
05. Accesa

CAPITOLO 1: INSIEME

06. Time is on my side (feat. Sananda Maitreya)
07. Alle porte del sogno (feat. Carmen Consoli)
08. Un vento senza nome (feat. Fiorella Mannoia)
09. Amore amore amore amore (feat. Stefano Bollani)
10. La tua ragazza sempre (feat. Loredana Bertè)
11. Un motivo maledetto (feat. Levante)

CAPITOLO 2: A-LIVE

12. Lasciala andare
13. La cometa di Halley
14. Prima di partire per un lungo viaggio
15. Bruci la città
16. Bum bum

Pic by Marco Lanza

“Grandissimo” – Track by Track. Irene Grandi racconta il suo nuovo album.

Lontano Da Me.Un giorno altrove accende nuvole e corro via / lontano da me / ma quando arrivo a fine corsa e la notte mi ha travolta e lasciato sola / In questo crocevia nemmeno la luna per compagnia / un lampo e poi solo una scia / un giorno da dimenticare / lontano da me”.
Questa canzone, che corre in un arrangiamento rock on the road, è strutturata in un crescendo vocale ed emozionale che mi lascia senza fiato. Le chitarre e il groove mi portano via in una fuga dalla realtà tanto eccitante quanto pericolosa. Mi è capitato di annegare i dispiaceri nella notte vagando in luoghi ignoti, tra sconosciuti, sfuggendo la noia o l’insoddisfazione, anestetizzandomi e ritrovandomi all’alba con gli stessi problemi e un gran mal di testa. Ci si può avventurare fuori da sé, la si può considerare un’esperienza, che tuttavia ci insegna che non c’è fuga da se stessi.

Quel Raggio Nella Notte.Noi vogliamo solo noi / come luci nella notte / non ci siamo chiesti mai / né come né quando né niente / noi vogliamo solo noi / tutto il resto non ci occorre”.
Scritto da Mario Amato, questo brano ha il sapore di un mio classico, in cui il colore blues della mia voce si esprime al meglio. Mi ha toccato fin dal primo ascolto, mi emoziona ogni volta che lo canto e ogni volta mi fa venire i brividi. Cosa chiedere di più a una canzone?
Una storia d’amore raccontata con parole semplici e vere, immersa in una melodia che ricorda certe canzoni degli anni Sessanta dei migliori autori. È stata arrangiata e prodotta da Antonio Filippelli, un produttore con il quale non avevo mai lavorato, in una chiave contemporanea con un gusto britannico. È la canzone preferita del mio compagno Lorenzo, a cui voglio dedicarla.

I Passi Dell’Amore.Tutto può succedere / il vento può cambiare direzione / e la felicità / ha la forma delle nuvole /
niente resta uguale / tornare insieme forse cambierà la nostra vita / o forse lascerà tutto com’è”.
Il desiderio di sperimentare, che nel tempo è diventato una caratteristica del mio percorso artistico, si ritrova anche in questo brano che nasce dalla collaborazione con un giovane autore, Antonio Di Martino. Prodotta da Antonio Filippelli, questa canzone è come una ventata di primavera che porta il suo profumo tra le vie della città trafficata e alienante, dove spesso si respira incertezza, e riporta la fiducia nella vita che ci sorprende sempre. È nel momento preciso in cui abbandoniamo l’ostinazione ad avere tutto ciò che vogliamo che si apre una strada nuova, incominciamo a dirigere lo sguardo dentro di noi e a capire che il mondo intorno non è altro che uno specchio del nostro mondo interiore. Così muoviamo i primi passi dell’amore.

Sono Qui Per Te.Quando ritorni se ritornerai / nei tuoi timidi silenzi / le parole che non mi dirai / sono i riflessi / delle paure che / non conosci / non ammetti / io sono qui per te / anche se non dici niente”.
La difficoltà che proviamo a esprimere sentimenti ed emozioni a volte ci blocca, tuttavia di fronte a una persona che ci vuole bene anche i silenzi parlano. A volte basta essere presenti con chi sta soffrendo per condividere il peso dell’incomunicabilità e riportare un po’ di gioia delle piccole cose. Questo il tema di “Sono qui per te” che è nata in una situazione particolare che ho vissuto profondamente e che l’ha ispirata. Io e Saverio Lanza – coautore del brano e produttore dell’album – abbiamo partecipato al compleanno dell’Ospedale Meyer di Firenze due anni fa e in quell’occasione abbiamo incontrato i ragazzi e i dottori del piccolo reparto di neuropsichiatria infantile. Ci siamo commossi nell’accorgerci che avevamo portato un po’ di leggerezza in un luogo nel quale alcuni adolescenti vivevano un periodo difficile. Abbiamo proposto di tornare in reparto e provare a scrivere insieme ai ragazzi e le ragazze alcune canzoni, aiutarli a lavorare di immaginazione ascoltando una canzone senza parole, e provando a sentire quali emozioni quella musica potesse suscitare loro. Poi li abbiamo incoraggiati a scrivere parole, frasi, sensazioni su un foglio e a riporlo in una scatola, una sorta di contenitore delle loro idee senza la necessità di esporle in nostra presenza. In studio le abbiamo rielaborate e fissate nel testo di questa canzone nella quale l’amore si esprime come partecipazione, nel bene e nel male. Con la tenerezza e la pazienza di chi ama davvero, si riesce a vedere in ogni piccolo segnale di cambiamento positivo, un passo verso la guarigione.

Accesa.Io sono qui / accesa / di fronte a questa immensa valle / in discesa / sconfinati spazi e esplosioni cosmiche / in una lacrima”.
Quanta energia si racchiude in una lacrima che condensa in un microcosmo le sottili ma immense pulsioni che ci bloccano, ci boicottano, ci feriscono. La nostra mente a volte può essere il nostro peggior nemico, quando ne perdiamo il controllo e ci lasciamo prendere da vortici di pensieri distruttivi, limitanti, autolesionisti. La canzone manifesto dei ragazzi del Meyer, quella che hanno preferito perché si sono sentiti descritti, coinvolti e capiti. Ogni volta che l’abbiamo cantata insieme, alla fine dei nostri incontri, lasciava a tutti quanti noi un senso di liberazione!

Time Is On My Side (feat. Sananda Maitreya). Forse la canzone più sorprendente dell’intero album è una reinterpretazione di un noto brano scritto da Norman Meade e portato al successo nel 1964 dai Rolling Stones, insieme a Sananda Maitreya (al secolo Terence Trent D’Arby) . Un incontro con questo grande artista in occasione di uno spettacolo di Natale (Malta 2010), mi aveva lasciato un ricordo vivissimo della bellezza assoluta del suo timbro di voce e del suo carisma. Così l’ho ricontattato per invitarlo a partecipare a questo album composito, inseguendo il sogno di poter ascoltare le nostre voci insieme. Sananda ha risposto al mio invito entusiasticamente proponendomi di incidere questo brano che mi è sembrato perfetto per l’occasione. “Time is on my side” (il tempo è dalla mia parte), esprime appieno l’idea di trovarsi nel posto giusto al momento giusto, sentendosi amici del tempo, perché se vissuto pienamente rinnova ogni volta le promesse di vita avanti a sé,
come se non passasse affatto.

Alle Porte Del Sogno (feat. Carmen Consoli). Il brano composto con Pio Stefanini e Francesco Sighieri ha un testo che amo molto, scritto dal poeta Alfredo Vestrini che, come ben ricordo, ci affidò pagine sparse della sua poesia dalle quali ricavammo questa canzone densa di significato. Accettare anche i periodi negativi della propria vita aiuta a distaccarsi da emozioni fluttuanti e ritornare al centro di sé. “Grazie per avermi spezzato il cuore, finalmente la luce riesce a entrare” .
Ho invitato Carmen a cantare insieme a me questa canzone che interpreta con grande sensibilità, arricchendo il brano di controvoci e cori che aggiungono alla melodia nuove sfumature, col suo timbro inconfondibile e il suo gusto raffinato.

Un Vento Senza Nome (feat. Fiorella Mannoia). Questa canzone segna un’altra svolta. Nasce la consapevolezza di essere responsabili della propria vita attraverso le scelte che si compiono, che a volte richiedono coraggio. Una riflessione sulle motivazioni profonde che ci fanno sentire vivi e sulla necessità di cambiare strada e direzione. Scritta in un momento di crisi, all’interno di un percorso artistico in cui le certezze che in principio sembravano solide sono state messe in discussione una a una, rivela un malessere interiore che nella canzone è metaforicamente descritto dal vento. Un vento invernale, freddo ma al tempo stesso capace di smuovere dentro, e obbligarmi a uscire dalla solita strada conosciuta per dare il via a una trasformazione che ho vissuto come una rinascita. Ho invitato Fiorella a cantare con me questa canzone per la sua forza espressiva che le deriva da un vissuto pieno e consapevole. La sua voce rivela una donna che si impegna per diventare la migliore versione di se stessa.

Amore Amore Amore Amore (feat. Stefano Bollani). Ancora una volta Stefano Bollani mi accompagna col suo inimitabile tocco al pianoforte nella rivisitazione in duo di questa bellissima canzone composta nel 1967 da Piero Piccioni (1921-2004), un grande autore troppo presto dimenticato che si distinse anche in ambito internazionale per la raffinatezza del suo linguaggio musicale innovativo e contaminato dal jazz di cui era grande appassionato (nella sua biografia compare anche una collaborazione con il celebre sassofonista Charlie Bird). Compose colonne sonore di grande rilevanza con importanti registi (L.Visconti, V.De Sica, M.Monicelli, B.Bertolucci, F.Rosi, L.Wertmuller e molti altri). Sapevo che Stefano avrebbe apprezzato questo compositore e questa canzone, ne ha intuito l’arrangiamento per pianoforte in una sola serata accettando la mia proposta di reinterpretarla insieme. Abbiamo registrato la canzone in presa diretta, dopo una breve riflessione, e quando l’abbiamo ascoltata avevamo le lacrime agli occhi, non ci aspettavamo un’interpretazione così intensa. Ci siamo commossi, complice il testo scritto da Alberto Sordi, che racconta le emozioni di una donna coinvolta in una relazione con un uomo egoista e manipolatore che non la rispetta. Argomento purtroppo, di grande attualità. Il brano originale compare nella colonna sonora del film “Un italiano in america” con Alberto Sordi.

Un Motivo Maledetto (feat. Levante). La prima canzone che ho inciso prima di uscire con l’album “Irene Grandi” del 1994 e dalla quale è iniziato tutto. La stretta collaborazione con Telonio, con cui abbiamo scritto i primi quattro album, e con il produttore artistico Dado Parisini, iniziava due anni prima dell’uscita della canzone nel 1993, e si rivelò vincente, avevo trovato un’ottima squadra con la quale partire da Firenze e condividere tutto quello che ci avrebbe aspettato fuori. Insieme abbiamo scritto e prodotto le canzoni,i testi e il sound. Durante quegli anni di formazione importantissimi ho trovato un’identità artistica che mi rappresentava appieno e che mi parve portare freschezza nel panorama musicale femminile degli anni Novanta. Ho voluto condividere questa canzone con Levante, una giovane cantautrice che mi ha colpito per originalità e stile e che mi ha ricordato i miei intenti di allora.

La Tua Ragazza Sempre (feat. Loredana Bertè). Un inno alla femminilità nel rock. Scritta da Vasco Rossi e Gaetano Curreri, prodotta da Gigi De Rienzo, collaboratore di Pino Daniele e vocato musicista, si classificò seconda a Sanremo. Grinta, passione, malizia e un senso spiccato di indipendenza fanno di questa canzone un manifesto della ragazza rock degli anni Duemila. Animata dal desiderio di libertà da convenzioni e pregiudizi descrive una donna che vuole essere amata per quello che è da un uomo che sappia darle fiducia e le lasci i suoi spazi. Loredana Bertè è la ragazza perfetta per duettare su questo brano, la prima vera cantante rock che l’Italia abbia avuto, che ci ha insegnato un’attitudine sul palco grintosa e sensuale e ci ha regalato, con il suo gusto musicale, canzoni bellissime e senza tempo. Dopo l’emozionante performance al suo fianco come ospite a Sanremo 2019 sul suo brano “Che cosa vuoi da me”, sempre scritto da Gaetano Curreri, ho fortemente desiderato condividere con lei questa mia canzone-simbolo che le si addice perfettamente, cogliendo così l’occasione per cantare ancora una volta insieme a un’artista così straordinaria.

Lasciala Andare. Che magia l’attacco: “In mezzo alle pagine di questo mio libro ci sei tu”. Cantandolo, ogni volta la canzone mi porta in un mondo nascosto, lontano, e riaffiorano immagini. Ho visto persone commuoversi: vivendo un concerto è bello “lasciare andare” le emozioni, per alleviare il malessere e liberarsi cantando. Per me cantare è terapia, mi aiuta a prendermi cura di me. Di Lele Gaudì, che credo abbia scritto un evergreen.

La Cometa Di Halley. In questa versione più cruda mi colpisce il testo. Mi racconta, sento di avere vissuto quelle parole, e un po’ di dolore se ne va ogni volta che la canto. Questa canzone è ironica e amara, poetica e crepuscolare e fa scorrere in musica la penna di Francesco Bianconi che ha scritto per me due canzoni ispirate che è bellissimo cantare ogni volta. Timido e generoso, pronto a condividere il palco e le sue più belle parole, questo autore arriva in un momento di svolta nel mio percorso. E mi ha indicato nuove direzioni.

Prima Di Partire Per Un Lungo Viaggio. Una canzone che sento centrale nel mio percorso, scritta da Gaetano Curreri, Vasco Rossi e Roberto Drovandi, è una delle mie canzoni del cuore. Se immaginiamo il tempo scivolare sul perimetro di un cerchio in un moto circolare, prima di partire per un lungo viaggio si situa in prossimità del centro del cerchio e muovendo passi quasi impercettibili è vicina al mio sé in ogni momento, in ogni luogo. Il centro infatti è oltre la partenza e oltre la fine; parla dell’importanza di dare, con amore disinteressato.

Bruci La Città. Quanta energia in questa versione in trio di una canzone che è stata un mio singolo di grande successo scritto con Francesco Bianconi. L’ostinato riff di chitarra che accompagna tutta la canzone rinnova l’arrangiamento originale in modo brillante, grazie a un’intuizione artistica di Saverio Lanza, produttore e chitarrista. È molto divertente eseguirla sul palco davanti a un pubblico che la canta e si lascia trasportare dal suo ritmo incalzante. Una versione al cui ascolto non si riesce a restare seduti, il corpo si ribella perché vuole ballare!

Bum Bum. Uscita nel 1995 nell’album “In vacanza da una vita” ritrova un’atmosfera rock contemporanea in questo arrangiamento in presa diretta che non lascia tregua e mi ispira un canto grintoso e allo stesso tempo divertito. È stata una canzone di grande successo ed è immancabile ai miei concerti. Con il suo attacco irriverente e ironico “il lavoro fa male / è meglio fare l’amore” è subito festa sopra e sotto il palco. L’ho cantata in tutta Italia e all’estero ed è sempre stata recepita con grande entusiasmo. Ricordo che durante un concerto a Pechino in occasione delle Olimpiadi del 2008, il pubblico cinese ascoltò le canzoni in scaletta con moderata curiosità finché, arrivati a “Bum Bum”, ci fu un cambiamento di atmosfera: cominciarono a muoversi, a tenere il tempo con le mani e alla fine erano tutti in piedi a ballare.

Pic by Marco Lanza

Ricordiamo che, a partire da oggi, Irene incontrerà i suoi fan in tutta Italia, grazie agli appuntamenti Instore, che vi riportiamo di seguito:

31 Maggio: Firenze @ laFeltrinelli RED di Piazza della Repubblica, h.18.00
03 Giugno: Bologna @ Mondadori Bookstore di Via D’Azeglio, h.18.00
04 Giugno: Milano @ Mondadori Megastore di Piazza Duomo, h.18.00
05 Giugno: Torino @ laFeltrinelli di Stazione Porta Nuova, h.18.00
06 Giugno: Roma @ laFeltrinelli di Appia Nuova, h.18.00

 

Si ringrazia come sempre l’Ufficio Stampa di Big Time.

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