Festival Beat: la ventisettesima edizione dal 26 al 30 Giugno a Salsomaggiore

Esposizioni vintage, pool parties, dischi da collezione, musica rigorosamente alternativa, un pubblico coloratissimo, per la stragrande maggioranza straniero ed in perfetto stile sixties, un’attitudine DIY ed un entusiasmo che non lascia spazio al compromesso. Torna per la sua ventisettesima edizione il Festival Beat di Salsomaggiore, tra i più longevi e psichedelici della penisola e del mondo, nato nel 1993, prima di Facebook, di MySpace e dei forum sul web e sempre fedele a se stesso.

La nuova edizione è prevista dal 26 al 30 Giugno a Salsomaggiore ed annuncia oggi i primi nomi:
Flamin’ Groovies plays Teenage Head (special guest Roy Loney): direttamente dagli USA, un grande nome della storia del rock’n’roll per un’unica data italiana. Accompagnati da un special guest di tutto rispetto, Roy Loney, assente dalle fila dei FG dal 1971. Riproporranno dal vivo e per intero la loro pietra miliare “Teenage Head” ma anche i grandi classici del repertorio.

Guadalupe Plata: nascono nel sud della Spagna all’inizio del 2006 ed il loro particolarissimo sound gli permette di raggiungere un pubblico ampio e vario quanto lo spettro delle loro influenze, trasformandoli in breve tempo in una delle band più richieste da club e festival nazionali. Appassionati di Delta Blues, Screamin’ Jay Hawkins, John Lee Hooker, ma anche di Ennio Morricone & Black Keys o di LP di Gun Club, Tito & Tarantula o Gallon Drunk.

The Kaisers: non potevano mancare, a fronte delle grandi richieste, arrivano direttamente dalla Scozia per la prima volta in Italia, per un’unica data.

The Darts: una “all girls band” texana-californiana, garage-psych. The Darts è quella che si può anche definire una “all stars band”, visto che le quattro ragazze terribili arrivano da importanti esperienze come Love Me Nots, Outta Sites e molte altre e stanno per rilasciare il nuovo album con la Alternative Tentacles di Jello Biafra, loro grande fan che le ha volute sul palco per il suo 60° compleanno.

Cinque giorni di festa in cui i riflettori saranno puntati non solo sulla musica ma anche sulla cultura, sul folklore, sul passato, presente e futuro del sixties-sound, sempre attento alle nuove sonorità ed evoluzioni del genere in un contesto pittoresco e creativo, tra expo vintage, auto d’epoca, la celebre corsa in maschera “Mad Beatle Boots Race” (vera e propria gara cui è tassativo indossare un paio di Beatle Boots, stivaletti icona tipici del movimento garage-beat cari alla Swinging London, beatlesiani nel taglio e scomodissimi nella performance), pool parties pomeridiani e mostre, stand di produzioni editoriali e discografiche indipendenti.
E tra un tuffo in piscina ed una birra, negli anni è stato possibile incontrare leggende del garage e dintorni, di ieri e di oggi: dai Sonics agli Undertones, Fuzztones e The Bellrays, The Scientists e The Mummies, Allah Las, Ron Gallo, Bee Bee Sea e moltissimi altri, perdendosi nei warm up e dj set che accompagnano le danze per tutto il giorno e si chiudono a notte fonda.
Non c’è da stupirsi dunque che il festival, promosso dall’associazione BUS1, sia ormai un punto di riferimento costante per appassionati da ogni parte del mondo, laddove gli stranieri rappresentano l’80% del pubblico di affezionati che, per cinque giorni, cambiano il volto di Salsomaggiore trasformandolo in un villaggio dall’atmosfera senza tempo, colorato e decisamente esterofilo.

Omaggiare i favolosi ’50 e ’60 e l’epoca beat non è un’operazione nostalgica che guarda esclusivamente al passato, ma un modo per tramandare ed aggiornare una cultura, un movimento di stimolante vitalità artistica. Ecco cos’è il Festival Beat, una manifestazione artistico-musicale che si pone l’obiettivo di ritrarre un’epoca storica che ancora oggi testimonia e ripropone un fenomeno culturale che, a partire dagli anni ’50, ha contaminato tutte le arti conosciute segnando indelebilmente la fine del secolo scorso. E l’inizio di quello successivo. Nato nel 1993, è l’esempio più longevo di manifestazione sul tema in Italia e in Europa e porta sul palco quanto di meglio si possa trovare sulla scena sixties e le sue diverse forme di evoluzione musicale.
La promozione del Festival ha seguito le evoluzioni dei canali di comunicazione, passando quindi dalle fanzine alle riviste di settore, dalla produzione di materiale fisico (tuttora distribuito negli altri principali festival europei del genere) ed adattandosi alla rete ed ai social network.
Nel 2019, giunto alla sua ventisettesima edizione, presenta per la prima volta le prevendite online, che saranno presto disponibili.

 

Si ringrazia come sempre l’Ufficio Stampa di Astarte Agency.

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