“Fammi andare via” è il nuovo singolo del talentuoso cantautore Marco Gray

“Fammi andare via” è il titolo del primo singolo in italiano del nuovo progetto di Marco Gray (in precedenza Marco e l’ape), in uscita venerdì 13 Novembre, accompagnato dal videoclip ufficiale.

Il brano, scritto dallo stesso artista italiano di base a Londra, è il secondo capitolo di una piccola trilogia iniziata con “Ten More Times” (uscito lo scorso Gennaio), brano che ha riscontrato un grande successo in USA ed in Gran Bretagna, con il debutto nella Top 20 delle classifiche inglesi ed il cui video ha superato le 540 mila visualizzazioni.

Marco Gray, che i magazine inglesi hanno definito il “Sam Smith italiano”, racconta così la storia dietro questo concept di tre brani:

«Tutto inizia con ‘Ten more times’, il primo momento in cui si insiste a stare insieme con qualcuno con cui, per le più svariate ragioni, non si dovrebbe stare, e ci si promette di resistere per ancora dieci volte. Il secondo è, appunto, “Fammi andare via” che corrisponde al momento successivo, cioè quando quel distacco è avvenuto, e ci si ripete di non tornare indietro. Per questo motivo il ritmo di questo pezzo è molto più accelerato, perché spingo su quella velocità nel superare certe circostanze negative, uno scatto per darsi forza, per andare avanti, anche se a volte la ‘testa gira in tondo’, bisogna superare, alla ricerca di ‘una strada migliore. “Fammi andare via” doveva essere un pezzo interamente in inglese, ma il richiamo del lockdown – trascorso in Italia – e la ricerca di molte cose in un periodo di grande riflessione per tutti, ha fatto prevalere con forza una mia scelta, tra l’altro criticatissima, di switchare verso l’Italiano. È un pezzo che ha messo in crisi il mio modo di lavorare e forse per questo oggi risulta uno di quelli che finora mi rappresenta maggiormente sia da un punto di vista stilistico che da quello dei suoni».

Il brano è stato prodotto tra Londra, con l’aiuto del produttore Emilio Merone e Palermo, con l’aiuto dell’ingegnere del suono Gabriele Giambertone.

 

Si ringrazia come sempre l’Ufficio Stampa di Gabriele Lo Piccolo.

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