Piotta, con “Vengo dal Colosseo 20.20 edition”, ci racconta, con la sua scanzonata ironia, il desiderio di tornare alla normalità, tra concerti e voglia d’estate

A vent’anni dalla pubblicazione, Piotta prende di nuovo in prestito un classico della tradizione orale della Capitale (quel famoso e popolare “Vengo da Primavalle”), come già fatto nella sua vecchia hit “Il mambo del Giubileo”, e ne crea una nuovo brano, dal titolo “Vengo dal Colosseo 20.20 edition” (La Grande Onda S.r.l.), disponibile da oggi, venerdì 22 Maggio, su tutte le piattaforme digitali.

Se nel 2000, l’artista parlava della calda estate del Giubileo, ora racconta – sempre con la tipica ironia sorniona romana -, un periodo così particolare, tra la quarantena e l’atteso ritorno a quella normalità fatta di concerti e di voglia d’estate.

Il tappeto sonoro è firmato dal multioro Swan (producer già per Ghali, Emis Killa, Clementino, Rochelle e molti altri), che coniuga in un’atmosfera molto UK, urban e jungle.

Il singolo fa parte dell’omonimo EP uscito oggi, che contiene un remix dal sapore più latin e nu-cumbia, prodotto dal chitarrista Giuliano Cantini, ma anche le versioni strumentale ed a cappella.

Contestualmente, per la regia di Glauco Citati, esce il videoclip ufficiale del brano, pensato con il coinvolgimento in chiave “Toga party” delle amicizie di UDKD (Un discretissimo karaoke domenicale, format ideato dalla performer Lilith Primavera che compare anche nel video) e di #casaZanello, programma nato nei giorni di quarantena, e che ha visto Tommaso Piotta intrattenere i suoi follower su Instagram con tutta la propria vastissima collezione di vinili.
Un’idea concepita in leggerezza e sarcasmo, con la semplicità dei pochi mezzi disponibili durante il lockdown, ma con la voglia di pensare al futuro con ottimismo. Nel videoclip, il visual artist Angelo Di Nicola, attraverso una tecnica di animazione digitale 3D, riesce a far cantare a tempo di musica le più celebri statue della Capitale: dalla Bocca della Verità a Ottaviano Augusto, dal Giordano Bruno di Campo dei Fiori al San Paolo Apostolo di Piazza San Pietro finanche Giulio Cesare. Quella Roma che l’artista racconta da vent’anni, sempre in sella suo vespino:

«Durante questa quarantena sono riuscito a far cantare persino le statue! – afferma ironicamente Tommaso Zanello, alias Piotta -, Ad un certo punto sono saltati tutti i programmi, da un mega evento al Teatro Sistina con l’Orchestra Sinfonica di Roma su cui lavoravo da mesi, fino al singolo estivo previsto ma rimasto ancora da mixare. Ne è nata questa idea, in una notte di quarantena in cui non riuscivo a prender sonno. Cotta e mangiata come si dice, una vera instant song!»

 

Si ringrazia come sempre l’Ufficio Stampa Nextpress.

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