Lele Blade: il 17 Luglio arriva “Prohibido”, il suo nuovo singolo prodotto da Dat Boi Dee

Venerdì 17 Luglio arriva su tutte le piattaforme digitali “Prohibido”, il nuovo singolo di Lele Blade.

«Este amor es prohibido. No tiene sentido»

L’artista simbolo dell’urban napoletano, mette in musica la sua interpretazione dell’estate. Stagione tentatrice, affabulatrice, pronta a sorprendere, ammaliare, ferire. Ed è in questa altalena emozionale che arriva la sintesi compiuta da Lele Blade, che chiama ancora al suo fianco il talento del producer Dat Boi Dee nell’onda, che mescola sonorità latine a scenari pop.

Nessuna scaramanzia nei numeri, per l’hitmaker nato a Napoli, perché la superstizione è solo una parola con cui poter fare rima. Superstizione / bella stagione / effervescente canzone. E Lele Blade lo fa in maniera ancora più esplicita abbandonandosi al mood che inanella sillabe in lingua napoletana ed in lingua spagnola.

«In un certo senso ho voluto rappresentare il gusto ed il fascino del proibito in una storia d’amore tra due amanti – dichiara l’artista -. Avrei dovuto intitolarla “Amor prohibido” ma la parola prohibido, già da sola, mi piaceva di più. La lingua spagnola fa parte della mia vita: la mia compagna è sudamericana e con lei parlo spesso in spagnolo. Trovo sia molto espressiva oltre ad essere la seconda più parlata al mondo».

Ad accompagnare Lele Blade, il producer Dat Boi Dee (alias di Davide Totaro): insieme, i due artisti hanno già condiviso le esperienze di “Loco” (certificato Disco d’Oro) e “Vamos Pa La Banca” (feat. Geolier e Samurai Jay).

«Le persone che ci seguono ogni giorno lo sanno da un po’. Il ritornello di questo pezzo – conclude il rapper -, è stato ideato l’anno scorso, è balzato fuori con qualche spoiler sui Social. Lavoravo molto con Davide in quel periodo e, a differenza di altri brani, questo è stato studiato e concluso in due momenti diversi. A Giugno poi ho fatto un free style, “Back In the Business”, in dono ai fan. Ora c’è “Prohibido”: è una canzone d’amore senza lieto fine. Nella maggior parte dei casi, storie del genere, finiscono così».

 

Si ringrazia l’Ufficio Stampa di Gianni Valentino per la collaborazione.

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