Maria Cecilia Marinelli rilegge il musical americano con voce lirica e quartetto d’archi in “I Hate Musicals… but I like to sing them!”
Il teatro musicale americano vive spesso di grandi orchestre, immaginario preso in prestito dal cinema e una spettacolarità pensata per occupare la scena. Maria Cecilia Marinelli sceglie invece una direzione opposta: riduce l’impianto, porta la voce al centro e affida agli archi il compito di restituire a queste melodie una dimensione più raccolta, più vicina al lavoro sul dettaglio che all’effetto teatrale.
Nasce così “I Hate Musicals… but I like to sing them!”, il nuovo album del soprano lirico, pubblicato il 27 marzo 2026 dall’etichetta Hi-Res Digital e disponibile in streaming, in download ad alta risoluzione, in vinile 180 grammi e in CD digipack in edizione limitata.
Il titolo gioca apertamente con l’ironia e rimanda a Leonard Bernstein e al suo ciclo “I Hate Music! A Cycle of Five Kid Songs”, composto nel 1943. Un riferimento che chiarisce subito la prospettiva del progetto: Marinelli non affronta il musical come una parentesi leggera rispetto alla propria formazione lirica, ma come un repertorio che richiede precisione, controllo, senso teatrale e una notevole duttilità vocale.
La tracklist attraversa pagine entrate da tempo nella memoria comune, da “New York, New York” a “Over the Rainbow”, da “Cabaret” a “Somewhere”, fino a “The Sound of Music”. Brani talmente conosciuti da correre un rischio: essere riconosciuti prima ancora di essere ascoltati. È proprio su questo terreno che il disco costruisce la sua identità, scegliendo di sottrarre peso all’immaginario più spettacolare di Broadway per riportare l’attenzione sulla linea melodica, sulla parola, sul dialogo tra voce e strumenti.
A sostenere questa lettura ci sono gli arrangiamenti di H. Raúl Domínguez e gli archi del Quartetto Archimia, ensemble nato nel 2001 da musicisti di formazione classica e abituato a muoversi tra repertorio accademico, pop, rock e jazz, con collaborazioni che includono nomi come Lucio Dalla, Andrea Bocelli, Zucchero, Leo Nucci, Elisa, Malika Ayane e Fabrizio Bosso.
In questo album gli archi sono l’ossatura sonora del progetto stesso, alleggeriscono l’impatto orchestrale legato all’immaginario del musical e permettono alla voce di Marinelli di lavorare sul fraseggio, sulle sfumature del testo, sulla misura interpretativa.
«Nonostante la mia carriera di soprano lirico mi abbia portata a interpretare repertori ben diversi, il musical è una passione che ho sempre coltivato – dichiara l’artista -. Con questo disco ho voluto mettermi alla prova lavorando sulla grande versatilità vocale che questi capolavori richiedono.»
Parte del lavoro è stata incisa al Teatro Filodrammatici di Cremona, il più antico della città, con il patrocinio del Comune di Cremona e dell’Associazione Filodrammatica Cremonese. Una scelta che aggiunge un ulteriore livello al progetto: in un disco affidato agli archi, pubblicato da un’etichetta cremonese e pensato anche per l’ascolto in alta risoluzione, il legame con la città della liuteria non resta un semplice dato geografico, ma diventa parte concreta del racconto musicale.
Hi-Res Digital, etichetta indipendente collegata al centro culturale Hi-Res Digital APS, porta infatti avanti un lavoro che unisce progettazione artistica, tecnologie audio e nuove modalità di ascolto. “I Hate Musicals… but I like to sing them!” inaugura una collana dedicata a generi musicali diversi, riletti attraverso gli strumenti ad arco e pensati anche per formati immersivi.
Maria Cecilia Marinelli arriva a questo progetto con una formazione ampia e rigorosa. Diplomata in Canto lirico al Conservatorio “Giuseppe Nicolini” di Piacenza e laureata con il massimo dei voti e la lode al Conservatorio “C. Pollini” di Padova, ha perfezionato il repertorio operistico e liederistico con docenti di rilievo internazionale. Alla carriera concertistica affianca da anni l’attività didattica, lavorando sul canto lirico, moderno, jazz e musical.
Ed è proprio questa conoscenza trasversale della voce a rendere l’album interessante. Marinelli non tenta di trasformare il musical in opera, né di riprodurne la dimensione più spettacolare. Cerca piuttosto un equilibrio diverso, nel quale la scrittura resta riconoscibile, ma viene riportata a una forma più intima, più essenziale, più attenta al respiro del canto.
Il risultato è un disco curato e accessibile, elegante senza diventare distante. Un lavoro che porta Broadway dentro una dimensione cameristica e lascia che siano la voce, gli archi e la qualità del suono a rivelare nuovi dettagli in melodie che tutti conoscono, ma che raramente vengono ascoltate così da vicino.
Si ringrazia Maria Cecilia Marinelli per la collaborazione.
albumI Hate Musicals… but I like to sing them!maria cecilia marinellinews
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