Dealit: “E’ importante proporre sonorità contemporanee, ma sempre rispettando se stessi e la propria arte”

Come annunciato in questo articolo, Dealit, giovane e promettente artista fiorentino, ha pubblicato “Serial“, il suo nuovo singolo.

Un crossover tra diversi generi musicali per un prodotto finale di forte impatto, che ci è piaciuto sin dal primo ascolto.

Ieri abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con lui; di seguito, quanto ci ha raccontato.

Dealit – Intervista.

Ciao Alessio, benvenuto su Musica In Contatto e grazie per questa intervista. E’ appena uscito “Serial”, il tuo nuovo singolo; ci racconti com’è nato?

Ciao a tutti, grazie a voi! Ricordo che una notte non riuscivo a dormire, quando nella mia mente ho sentito la melodia dei bassi con la batteria, quindi ho approfittato per realizzarla all’istante. Successivamente l’ho sviluppata, sempre meglio, andando di pari passo con la creazione del testo. Giorno dopo giorno ho lavorato, fino a trasformare quell’idea nel brano “Serial”, come lo potete ascoltare ora su tutte le piattaforme digitali.

Il brano, che ci ha colpiti sin dal primo ascolto, è un crossover tra diversi generi musicali: quanto credi sia importante, al giorno d’oggi, proporre sonorità contemporanee, fresche ed accattivanti, per far arrivare la propria musica agli ascoltatori?

Si, il brano è un crossover tra Hip Hop, Rap, Punk e Rock. Credo che proporre una musicalità contemporanea, oggi, sia molto importante, ma sempre rispettando quello che più rappresenta chi la crea. In sostanza, ritengo che la musica viene bene solo in base a quanto la si sente nostra ed a quanto si crede in quel progetto.

Qual è il messaggio che vorresti trasmette al tuo pubblico con questo pezzo e, più in generale, con la tua musica?

“Serial” comunica che il tempo è un fattore invincibile, che è necessario accettare questo per vivere più serenamente. La mia musica, più in generale, punta a sottolineare eventi o sensazioni che ho provato personalmente, al fine di far riflettere le persone a fare le scelte più giuste.

Ti sei avvicinato alla musica da giovanissimo, iniziando a studiare chitarra a soli 10 anni. In un mondo in cui molti giovani – ma fortunatamente non tutti – pensano di arrivare al successo senza troppi sacrifici, impegno e dedizione, quanto pensi sia ancora importante dedicarsi allo studio e fare delle rinunce per inseguire i propri sogni?

Studiare ed avere un piano di vita sono l’unica salvezza. Non bisogna sottovalutare niente, avere successo è il risultato di enormi sacrifici di una vita dedicata alla musica. Nonostante questo, non tutti ci arrivano; la cosa migliore da fare è seguire un percorso di studi parallelamente alla propria carriera da artista o musicista.

Parteciperesti mai ad un talent?

Sono molto indeciso su questo. Avrei bisogno di informarmi meglio su quanta visibilità potrebbe darmi, o su quanto mi converrebbe. Forse, mi piacerebbe di più ottenere seguito con le mie forze, senza passare in televisione, ma non escludo nulla.

Quali sono, se ci sono, le tue influenze musicali e quali artisti (o dischi) consiglieresti di ascoltare ai nostri lettori?

Io ascolto principalmente musica a partire dagli anni ’90. Mi piace molto il Grunge, il Punk-Rock ed anche un po’ di Rock più Funk, ma ascolto anche molto Rap. Il Rap che ascolto è principalmente italiano, anche se non ignoro i grandi successi di artisti internazionali di questo genere. Dovessi fare il nome di band od artisti dai quali ho subito influenze, direi Nirvana, Green Day, Machine Gun Kelly, Salmo, J-Ax e Mostro. Consiglierei il disco di Machine Gun Kelly intitolato “Tickets to my downfall” per rendere meglio l’idea di cosa intendo per crossover fra Rap e Punk-Rock.

C’è qualche artista con cui, in futuro, ti piacerebbe collaborare per un featuring?

Al momento sono molto concentrato sulla mia figura di artista individuale. In futuro, comunque, non escludo la possibilità di collaborare con qualcuno che reputo bravo dal punto di vista musicale e che eventualmente faccia un genere simile al mio.

Cosa pensi dell’attuale scena italiana?

Ritengo che il Rap abbia dato all’Italia un senso di identità nazionale in ambito musicale, nel senso che grazie agli artisti Rap che ci sono stati, molti italiani preferiscono ascoltare musica Rap italiana rispetto a quella internazionale.

Da giovane che parla ai giovani (ma non solo), che consigli daresti ad un tuo coetaneo che vorrebbe intraprendere un percorso artistico?

Di fare le cose giorno per giorno, come ce la si sente, senza fare passi avventati. Credo sia necessario, per crescere, fare dei piccoli passi alla propria portata, in modo da arrivare ad un miglioramento costante e ben visibile nel tempo. Poi, di non dare mai nulla per scontato e cercare di imparare a fare da soli più cose possibili, in modo da rendersi indipendenti e non dover scendere a nessun tipo di compromesso con altre persone.

Tre aggettivi per descrivere Dealit e la sua musica.

Addolorato/a, arrabbiato/a e riflessivo/a.

Quanto c’è di Alessio in Dealit e viceversa?

Dealit è la trasposizione della figura di Alessio che esterna anche i pensieri nascosti e più profondi in quest’ultima. Dealit è una comunicazione ed una liberazione; è, in questo senso, il vero Alessio, senza filtri. Viceversa, Alessio è una personalità tagliata a metà, che lascia trasparire solo i comportamenti più adatti ai contesti.

Quali sono, secondo te (oltre al talento, chiaramente), le caratteristiche principali che un artista dovrebbe avere per fare della sua passione il proprio lavoro?

Io penso che un artista, per essere considerato tale, debba avere una costanza in quello che fa e che debba dare valore a quello che crea. E poi l’umiltà, un’altra caratteristica essenziale per essere valutati positivamente, perché alcune volte l’arroganza può illudere persino sé stessi e fare brutte sorprese.

Sogni nel cassetto?

Il mio sogno nel cassetto è adottare la musica come linguaggio, motivo e stile di vita, perché è una cosa che non mi stanca in nessun modo ed è sempre la mia cura. Mi piacerebbe anche che la musica mi desse l’opportunità di guadagnarmi da vivere, in modo da essere contento di quello che ho fatto e che faccio, trascorrendo la mia vita serenamente e liberamente.

Ultima domanda: progetti per il futuro?

Dopo Serial continuerò a creare singoli con video ufficiali fino a quando non mi renderò conto di avere abbastanza seguito per fare un album.

 

Si ringraziano Dealit e, come sempre, l’Ufficio Stampa Music & Media Press.

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