Filippo D’Erasmo: “L’amore è una forza magnetica universale che tiene insieme il mondo”

Dopo il fortunato esordio con l’EP “Canzoni Part Time“, uscito poco prima dell’estate, il cantautore piemontese Filippo D’Erasmo, pseudonimo di Riccardo Filippo, torna con un nuovo singolo, dal sapore autunnale e dalla nostalgia di fine estate.

Cerchio di Fuoco“, questo il titolo, è una canzone che parla dell’amore proibito tra due amanti. Una storia che sfida i dogmi sociali e morali e che si chiude con un’amara ma lucida riflessione.  Il titolo è un tributo all’omonimo brano di Johnny Cash “Ring of Fire”. Il brano di Cash parla dell’inizio della sua storia con June Carter: una lady, una benintenzionata cristiana che s’innamora del marito di un’altra donna, un impasticcato fanatico, com’era al tempo Johnny Cash.

Ieri abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Filippo D’Erasmo; di seguito, la nostra intervista.

Filippo D’Erasmo – Intervista.

Ciao e grazie per questa chiacchierata! “Cerchio di Fuoco” è il titolo del tuo nuovo singolo, un omaggio a Cash, spiegaci come ti è venuta questa idea.

Ciao ragazzi, grazie a voi! L’idea mi è venuta da un vissuto autobiografico. Mentre la canzone stava prendendo vita, ha assunto poi significati più universali, miscelandosi con suggestioni anche letterarie e cinematografiche, tra cui la storia tra Johnny Cash e June Carter.

Ti è mai capitato di sfidare dogmi sociali e morali per vivere una storia d’amore?

Sì, è successo. Prima era una tematica nei confronti della quale nutrivo maggiori pregiudizi, ero più rigido a riguardo. Vivevo in idee preconcette che poco avevano a che fare con il reale. Poi, osservando e riflettendo sulle mille sfumature che stanno dietro le cose, ho capito che la mia visione a priori era limitata, che teneva conto solo di una parte della realtà. Così ho deciso di sospendere il mio limitato e parziale giudizio e di raccontare.

Che significato ha per te l’amore e come si fa a parlarne nelle canzoni senza risultare banali?

L’amore è l’essenza della vita stessa. Penso sia un concetto che vada molto oltre l’ambito relazionale od i rapporti tra le persone. Penso più sia una forza magnetica universale che tiene insieme il mondo. Quello di cui parlano spesso le canzoni, i film, i racconti, ha poco a che fare con l’amore: si tratta perlopiù di infatuazione o possesso.

Che rapporto hai con i Social Network e con il mondo digitale?

Al momento ti direi buono: sto imparando a viverli e ad usarli in modo attivo e non passivo. Racconto la mia quotidianità, dialogo con la mia fanbase, con gli amici, mi confronto. Alla fine i Social sono solo uno strumento, credo sia limitante demonizzarli. Esattamente come un coltello: puoi usarlo per fare harakiri, oppure per modellare il legno e creare una splendida opera artistica.

Con chi ti piacerebbe fare un featuring?

Con uno a caso dei miei mentori: Francesco Bianconi, Vasco Brondi, Brunori Sas, od il Maestro Franco Battiato.

Prima dell’estate hai pubblicato il tuo EP d’esordio dal titolo “Canzoni Part Time”, raccontando di un momento della tua vita in cui non avevi il tempo di fare tutto quello che volevi e ti dividevi tra lavoro, amore, famiglia. Cosa fa Filippo D’Erasmo quando non scrivere canzoni?

Sono ancora attivo su più fronti, ma questo probabilmente dipende dalla mia poca dimestichezza nel saper lasciare andare le cose e nella mia abitudine a tenermi sempre attivo ed impegnato. Ci sto lavorando su, rispetto ad un tempo ho imparato a gestirmi meglio, a dare i giusti tempi ed i giusti spazi alle cose.

 

Si ringraziano Filippo D’Erasmo e, come sempre, l’Ufficio Stampa di Giulia Perna.

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