Adduci: “L’arte è una forma di condivisione ed il pubblico è fondamentale affinché ci sia uno scambio”

Pic by Jacopo Rufo

Come annunciato in questo articolo, il talentuoso cantautore Adduci ha da poco pubblicato “Una ragione per odiarti“, il suo nuovo singolo.

Ieri abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con l’artista; di seguito, la nostra intervista.

Adduci – Intervista.

Ciao Adduci e grazie per questa intervista! Ci racconti come è nata l’idea di lavorare a dei tuoi pezzi?

Ciao ragazzi, grazie a voi! È un’idea che è maturata lentamente nel corso degli anni, dopo essere stato il chitarrista di alcune band ed aver collaborato con molti artisti. Scrivo canzoni da tempo, quando ho sentito la necessità di condividerle è venuto naturale cominciare a lavorarci.

Qual è il messaggio che vorresti dare al pubblico con la tua musica?

La sintesi del mio messaggio è che non esistono giusto e sbagliato. Le cose si possono suddividere in ciò che succede e ciò che non succede e sono comunque valutazioni legate al nostro punto di vista.

Ci parli dei tuoi progetti futuri?

Ci saranno altri singoli e ci sarà un album. Spero di ricominciare presto con i concerti, mi manca moltissimo suonare dal vivo!

Un sogno nel cassetto?

Credo di aver realizzato tutti i grandi sogni che avevo da bambino, questo fa di me sia una persona fortunata, che una persona determinata. Ma ovviamente i sogni evolvono ed un desiderio per sua natura non può mai essere soddisfatto. Ho imparato a sognare in un modo diverso, sogno una bella serata con gli amici, sogno del buon vino.

3 aggettivi per descrivere la tua musica.

Leggera, decisa, potente.

E 3 aggettivi per descrivere te stesso?

Curioso, razionale, appassionato.

Quanto è importante per un artista avere la possibilità di presentare il proprio progetto ad un pubblico?

L’arte è in qualche modo una forma di condivisione, quindi un pubblico è necessario affinché ci sia uno scambio.

Da dove trai ispirazione per i tuoi brani?

Traggo ispirazione dalle cose e dalle persone che mi circondano. A volte in modo diretto, altre volte in modo indiretto. Non sono legato ad un ideale romantico di scrittura, non esprimo dunque me stesso, ma “noi”.

Dove ti piace scrivere?

Ho sempre preferito evitare di standardizzare un metodo. Non sempre ciò che scrivo arriva di getto, più spesso, anzi, un’idea resta a spasso nella mia testa anche per diverso tempo. Quindi è corretto dire che sto sempre scrivendo, in qualsiasi momento ed in qualsiasi luogo ed è esattamente così che mi piace!

Pic by Giulia Bartolini

 

Si ringraziano Adduci e, come sempre, l’Ufficio Stampa Parole & Dintorni.

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