Elisa Raho: “Le canzoni danno nutrimento alle persone, un nutrimento interiore, qualsiasi cosa significhi per chi ascolta”

Dopo la pubblicazione di “Insopportabile”, canzone scritta a quattro mani con Valter Sacripanti (noto autore, produttore artistico e batterista), Elisa Raho torna con “Milano“, il suo nuovo singolo.

La cantautrice romana ha calcato il palco della audizioni di Musicultura nel 2018, è giunta in finale al prestigioso “Premio Bianca d’Aponte” ed ha collaborato con grandi autori della musica italiana, come Francesco Gazzè e Giuseppe Anastasi.

Ieri abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Elisa; di seguito, la nostra intervista.

Elisa Raho – Intervista.

Ciao Elisa e grazie per la disponibilità a questa intervista. È da poco uscito il tuo nuovo singolo “Milano”. Ci racconti com’è nato il brano e cosa o chi ti ha ispirato?

Grazie a voi per questa bella occasione di chiacchierare un po’ di musica!
“Milano” è uscita da qualche settimana ed è nata mesi fa da un giro di chitarra che ha dato vita prima alla melodia e poi al testo. L’ispirazione è nata da alcuni famosi brani internazionali di qualche anno fa che mi piacevano particolarmente proprio per questo carattere che avevano nel trattare l’armonia in maniera volutamente poco definita, cercando di comunicare sempre spazio, apertura, respiro.

La canzone è scritta a quattro mani con Valter Sacripanti. Come è nata la vostra collaborazione?

 Si, esatto la canzone (come anche in generale tutto il progetto) viene fuori dalla collaborazione con il produttore artistico, autore e batterista Valter Sacripanti; ho avuto la fortuna di incontrarlo nel 2014 e poi nel 2017 abbiamo deciso di intraprendere questo percorso musicale. E’ un grande autore, musicista ed una persona meravigliosa, quindi veramente mi sento privilegiata ad aver avuto questa opportunità (la prima in italiano, tra le altre cose).

Nonostante le audizioni di “Musicultura” nel 2018 e la finale di uno dei premi più importanti per la musica al femminile come il “Premio Bianca d’Aponte”, troviamo solo due singoli pubblicati. A cosa stai lavorando e cosa dobbiamo aspettarci dal di Elisa Raho?

Si, volutamente sto facendo uscire un brano alla volta per poi pubblicare (entro fine 2020 spero) il disco intero. Diciamo che anche le tempistiche di uscita e le modalità sono un po’ diverse, nuove rispetto a qualche anno fa. E quindi, essendo anche più libera la dimensione di un progetto indipendente, faccio uscire i brani quando sento che hanno raggiunto una maturazione di scrittura e produzione che mi convince, altrimenti no, aspetto, non ci corre dietro nessuno (ride)!

Quali sono gli elementi su cui, secondo te, occorre puntare per costruire una canzone?

Difficile domanda, di norma (partendo come cantante e strumentista) mi viene molto più facile scrivere melodie piuttosto che il testo. Ogni tanto ho qualche fortunato episodio in cui le due cose arrivano in contemporanea, poi cerco spesso di sforzarmi appositamente a fare il contrario, cioè a partire prima dal testo. Comunque la cosa essenziale per un buon brano è essere comunicativo sia melodicamente che dal punto di vista dei contenuti. Ed essere comunicativi credo significhi seguire la parte istintiva del nostro orecchio per la bellezza della melodia e la parte anche in questo caso istintiva di ciò che scriviamo, che dovrebbe coincidere con ciò che viviamo o vediamo intorno a noi e poi man mano è importante farsi sempre la domanda se il punto a cui siamo arrivati è il nostro 100% o no. E se non lo è rimetterci a scrivere, a limare.

Ultima domanda: qual è, a tuo avviso, la funzione della canzone nel 2020?

La funzione della canzone nel 2020 mi piace pensare che sia sempre la stessa che c’era nel 700 fino ai favolosi anni ’60. Quella di dare nutrimento alle persone, un nutrimento interiore, qualsiasi cosa significhi per ogni singola persona che ascolta.

 

Si ringrazia Elisa Raho e, come sempre, l’Ufficio Stampa di Salvatore Imperio.

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