Ezio Bosso: il ricordo di un grande Artista e di un grande Uomo attraverso alcune delle sue frasi. Un’eredità immensa lasciata al mondo

Lo scorso 15 Maggio, come ormai noto, se n’è andato un grande Maestro, non solo di Musica, ma di Vita: Ezio Bosso.

In questi due giorni abbiamo pensato a lungo come avremmo potuto omaggiare un Uomo che, grazie alla sua Arte ed alla sua Persona, ha regalato a tutti noi non soltanto tanta musica eccellente, ma delle vere e proprie lezioni di vita, emozionando, arrivando dritto al cuore di chi lo ascoltava, che si trattasse di composizioni o di un’intervista.

Crediamo che non ci sia un modo adeguatamente consono per rendere omaggio ad un Artista di tale portata e che ogni frase apparirebbe scontata ed immensamente piccola se paragonata alla grandezza di Ezio, come artista e come uomo.

Ma non potevamo non scrivere di lui, non potevamo esimerci dal ricordarlo, nel nostro piccolo.

Abbiamo quindi deciso, a due giorni dalla sua scomparsa, di raccogliere alcune tra le molteplici frasi che ci ha lasciato, insieme alla sua musica; frasi che hanno ispirato e che, siamo certi, continueranno ad ispirare chiunque le leggerà, le ascolterà, facendole entrare, in punta di piedi, nel proprio cuore.

Molti italiani avranno avuto il piacere di conoscere ed apprezzare Ezio Bosso, pianista, direttore d’orchestra e compositore, nel 2016, in occasione della sua spettacolare ed emozionante esibizione al Festival di Sanremo, quando ha lasciato tutti estasiati con la sua rappresentazione, sul palco dell’Ariston, di “Following a bird“, tratto dal suo album “The 12th Room” del 2015.
Molte persone, in e da quel momento, hanno trovato la forza per combattere i loro demoni e le loro sofferenze, fisiche o mentali, si sono commosse e hanno compreso il vero senso della vita. Una vita che non sempre è, come si suol dire, “rose e fiori”, ma che, anche se attraversata dal dolore, merita di essere vissuta, vissuta con passione, amore, dedizione ed impegno.

Ezio, con la sua semplicità e la sua umanità, nonostante gli evidenti segni lasciati dalla malattia degenerativa che lo affliggeva, non aveva mai smesso di amare la musica e di amare la vita ed arrivava sempre dritto al cuore e all’anima di tutti, con un’umiltà, una dignità ed un Amore incredibili.

Pochissimi giorni prima di lasciarci, aveva rilasciato un’intervista a Fausto Pellegrini per Rai News, che potete vedere ed ascoltare qui, nella quale, tra le altre affermazioni ricche di spunti e riflessioni, aveva dichiarato:

«La musica è un bisogno primario dell’uomo. E va trattata come tale»

«La musica sussurra e ci svela la vita»

Nonostante la malattia, Ezio continuò a suonare ed incantare il pubblico fino allo scorso anno, quando la malattia stessa compromise gravemente l’utilizzo delle sue mani e lo costrinse su una sedia a rotelle.

Proprio sulla disabilità, vi riportiamo due tra le tante frasi che più hanno emozionato, lasciato il segno e che continueranno a farlo nel corso degli anni a venire:

«Ho smesso di domandarmi perché. Ogni problema è un’opportunità».
(Intervista di Ezio Bosso all’Ansa del 02 Novembre 2015, in occasione dell’uscita dell’album “The 12th Room”)

«Sono un uomo con una disabilità evidente in mezzo a tanti uomini con disabilità che non si vedono».
(Festival di Sanremo 2016)

In una delle sue ultime interviste, inoltre, rilasciata a Giuseppina Manin per il Corriere della Sera, in piena emergenza sanitaria da COVID-19, Ezio ha dichiarato:

«La malattia mi ha allenato a soste forzate ben peggiori. Stavolta però non è il mio corpo a trattenermi ma qualcosa di esterno, collettivo, misterioso. Sono giorni strani, il tempo e lo spazio si sono fatti elastici, a volte le ore sono eterne, a volte volano. A volte ti senti in prigione, a volte scopri la “Dodicesima stanza”, quella che ti libera. Era il titolo di un mio vecchio album»

Vogliamo chiudere con la frase che, più di tutte, racchiude la grandezza di Ezio, una frase che tutti noi, appassionati di musica e non, dovremmo tenere sempre a mente e riportare, tramandare, alle prossime generazioni:

«La musica è come la vita, si può fare in un solo modo: insieme».
(Festival di Sanremo 2016)

 

Ezio Bosso esordì a soli 16 anni in Francia e, successivamente, dopo l’incontro con Ludwig Streicher, che lo indirizzò allo studio di Composizione e Direzione d’Orchestra all’Accademia di Vienna, divenne famoso in tutto il mondo.
Nel 2011 subì un intervento per l’asportazione di una neoplasia cerebrale e fu anche colpito da una sindrome autoimmune neuropatica. Nel 2017 fu testimone ed ambasciatore internazionale dell'”Associazione Mozart 14″, eredità ufficiale dei principi sociali ed educativi del Maestro Claudio Abbado, portati avanti dalla figlia Alessandra.
Il 15 Maggio 2020 Ezio Bosso si è spento, a soli 48 anni nella sua casa di Bologna, a causa dell’aggravarsi della malattia neurodegenerativa che lo aveva costretto sulla sedia a rotelle e del ritorno del cancro, lasciando al mondo un’eredità musicale ed umana immensa.

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